11 dicembre 2018
Aggiornato 12:00

Alpini: le penne nere sono persone per bene amiche della gente

L'assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti: «I sentimenti di stima e di affetto si basano su su una storia che gli ha visti distinguersi per attaccamento al dovere, generosità e solidarietà»
Alpini: le penne nere sono persone per bene amiche della gente
Alpini: le penne nere sono persone per bene amiche della gente (ARC Galetto Guido)

BRUGNERA - "Quando vediamo un cappello con una penna nera sappiamo di avere vicino a noi un amico, una persona per bene pronta ad aiutarci». Così l'assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, nel portare il saluto del governatore Massimiliano Fedriga, domenica 16 settembre a Brugnera, in occasione della 43ma adunata nazionale degli Alpini del territorio dell'ex provincia di Pordenone. La manifestazione è iniziata con il ritrovo delle autorità in municipio per poi proseguire con la sfilata delle penne nere fino al parco di Villa Varda per la Santa Messa e i discorsi ufficiali. Fondata formalmente nel lontano 1925, la sezione dell'Associazione nazionale Alpini di Pordenone conta 72 gruppi con un organico di 6.800 soci alpini e 1.400 aggregati, per un totale di 8.200 iscritti.

I sentimenti di stima e di affetto che gli Alpini hanno saputo guadagnarsi nel corso del tempo, come ha sottolineato l'assessore, si fondano su una storia che "ha visto le penne nere distinguersi per attaccamento al dovere, generosità e solidarietà». "Tutti valori - ha detto Roberti - che gli Alpini hanno messo in campo quando sono stati chiamati ad intervenire, non solo sugli scenari militari, ma anche nei momenti di pericolo e di emergenza per la popolazione civile, come è accaduto nella nostra regione in occasione del terremoto del Friuli nel 1976".

La forte identità con il territorio e l'impegno a fianco della protezione civile Fvg sono stati gli altri concetti rilanciati da Roberti, il quale ha fatto anche un passaggio specifico sulla perimetrazione geografica della sezione di Pordenone e alla necessità di recuperare un riferimento amministrativo per l'area orientale della regione.
"Il fatto che la vostra sezione comprenda un territorio che non ha più una forma istituzionale di rappresentanza - ha rimarcato l'assessore - fa emergere una questione importante legata all'identità a cui la politica non può rimanere sorda. Per questo un impegno programmatico forte di questa Amministrazione regionale è proprio quello di ridare in qualche modo a Pordenone, e al resto del Friuli Venezia Giulia, quella dignità istituzionale e rappresentativa che con troppa fretta è stata cancellata".