19 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

Enti locali: il 2019 sarà l'anno della riforma

A sostenerlo è stato l'assessore regionale Roberti, che assicura un approccio all'insegna del dialogo
Enti locali: il 2019 sarà l'anno della riforma degli enti locali
Enti locali: il 2019 sarà l'anno della riforma degli enti locali (RFvg)

MARTIGNACCO - La riforma degli Enti locali dovrà rispettare ed esaltare le identità culturali e linguistiche di una Regione che è a statuto speciale non a caso, ma dovrà essere anche e soprattutto la riforma del 'sistema Regione', ovvero la ricostruzione di un'amministrazione del Friuli Venezia Giulia agile, veloce, dinamica e sussidiaria, intenta a programmare e legiferare per poi distribuire, riproponendo necessariamente anche la presenza e l'operatività di strutture intermedie, le risorse ai Comuni che rappresentano i centri di contatto più vicini ai cittadini e alle loro esigenze. È questo il progetto della giunta Fedriga che l'assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ha esposto nel corso di un dibattito a Martignacco, al cospetto di una platea costituita in buona parte da amministratori del territorio.

LE PAROLE DELL'ASSESSORE ROBERTI - «Inutile nascondere - ha evidenziato Roberti - che per il Friuli Venezia Giulia questo è l'ultimo treno possibile per evitare che, a breve-medio termine, ci possano essere Comuni costretti a chiudere i battenti. Davanti a questa responsabilità - ha aggiunto l'assessore - è fondamentale un approccio all'insegna del dialogo capillare con la base per arrivare, nella seconda metà del 2019, a una riforma completa e funzionale». L'assessore, in merito, ha spiegato di avere inviato una lettera a tutti i Comuni chiedendo quali siano le risposte attese dalla ricostruzione strutturale del Fvg, «un passo chiarificante rispetto all'approccio che vuole coinvolgere nelle decisioni e non farle calare dall'alto». Quanto all'ente intermedio, Roberti ha insistito sul fatto che «dovrà essere elettivo perché è inaccettabile che coloro i quali gestiscono risorse pubbliche non possano essere scelti dagli elettori e, di conseguenza, rispondere a loro del proprio operato». A questo proposito, l'assessore ha rimarcato l'anomalia di un Friuli Venezia Giulia «unica Regione in Italia priva delle Province, realtà che ha accentrato 900 dipendenti all'interno dell'Amministrazione, 150 dei quali non abbinati ad alcun trasferimento di competenze». «È palesemente una situazione assurda perché - ha affermato Roberti - basta pensare a quanto uno solo di questi sarebbe fondamentale per un piccolo Comune dove, allo stato attuale, un sindaco è costretto a sopperire direttamente alle carenze di organico, trasformandosi di fatto in dipendente sottopagato». In tema di personale, però, l'assessore ha identificato nell'età media «molto alta» dei lavoratori in Regione un'opportunità per operare nei prossimi anni, a fronte di un pensionamento di circa il 30 per cento degli effettivi, quel ricambio che consentirà di assumere negli enti intermedi. Soffermandosi, infine, sulle funzioni in carico alla Regione, Roberti ha annunciato che si sta operando una revisione complessiva per evitare che l'Amministrazione debba occuparsi di finanziamenti minimali a realtà che, a differenza di un sindaco, nemmeno conosce, così come di regolamentare attività tipicamente legate a territori specifici.

SI TORNERA' A UN ENTE INTERMEDIO«Siamo uomini di autonomia e non crediamo che i Comuni debbano mettersi obbligatoriamente assieme - ha detto in apertura dei lavori il capogruppo di Progetto Fvg, Mauro Di Bert, ribadendo gli errori introdotti con la legge regionale 26/2014 sul riordino del sistema Regione/autonomie locali, «una normativa modificata venti volte in tre anni a conferma della sua inefficacia. Dobbiamo pensare a un sistema che sia premiante e non certo penalizzante come l'attuale, un sistema che dia risposta a quei sindaci oggi in trincea e che sia soprattutto condiviso e non calato dall'alto. Crediamo molto nell'introduzione di un ente intermedio, che si faccia carico delle competenza sovra-comunali accentrate dalla Regione».