13 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Salvini: «La mafia è anche in Fvg e a Udine»

Annunciando un inasprimento delle misura, il leader del Carroccio ha lodato Fedriga e ha parlato anche di frico e della presenza della Lega sul territorio

PRADAMANO – «Noi della Lega non andiamo in mezzo alla gente solo 15 giorni prima delle elezioni a chiedere il voto. Gli italiani non sono scemi, questo giochino è finito. Se scompari per anni poi ti fai vedere solo a ridosso delle elezioni non funziona più». Parole di Matteo Salvini, che domenica sera, appena salito sul palco di Pradamano, ha scaldato subito le mani dei militanti: «Questa sera Pradamano è casa mia». Il leader del Carroccio, nonché ministro degli Interni, ha parlato per circa 40 minuti, toccando tutti i grandi temi cari alla Lega: immigrazione, sicurezza, contrasto alle mafie, abolizione della legge Fornero.

LA ‘CAREZZA’ A FEDRIGA - In apertura di intervento, Salvini ha voluto rendere merito a Massimiliano Fedriga: «Torno indietro a qualche mese fa – ha detto –. Da un verso sono contento, dall’altro dispiaciuto. Dispiaciuto perché Max sarebbe stato uno dei migliori ministri di questo governo. Ma sono contento perché ha scelto la sua terra, e quindi avete il miglior governatore possibile. A Roma abbiamo perso qualcosa, in Fvg avete vinto un terno al Lotto». Poi una stoccata a Debora Serracchiani: «Le mando un abbraccio affettuoso – ha scherzato Salvini – si starà mangiando il fegato pensando a quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto, e che sono certo Max, con la sua squadra, riuscirà a fare».

IL FRICO - Sull’accusa di sequestro aggravato di persona legata alla vicenda della nave Diciotti, Salvini ha voluto fare un riferimento al Friuli: «Le indagini mi fanno dormire ancora più sereno perché so di essere nel giusto. Se sarò condannato a 15 anni chiederò di scontare la pena in Friuli, così mi verrete a trovare e mi porterete il frico».

LA MAFIA – Salvini ha voluto porre l’accento anche sulla lotta alla mafia: «Inseriremo nel decreto sicurezza e immigrazione anche un passaggio sulla mafia, che non si combatte scrivendo libri o girando film. L’unica cosa che questa gente capisce è il sequestro dei beni e dei quattrini: le ville, i negozi, i conti correnti, le mutande che portano addosso. Ecco perché apriremo quattro sedi periferiche dell'agenzia dei beni confiscati ai mafiosi.  Ormai la mafia non è più quella della coppola che spara a Palermo, la mafia è in Fvg, a Udine, a Milano. Servono misure per inasprire la lotta ed è quello che faremo».