26 marzo 2019
Aggiornato 12:00
L'intervento

Mazzolini (Lega): «Basta sfruttare i corsi d'acqua della montagna»

Per il vicepresidente del Consiglio regionale i ricavi derivanti da queste opere dovrebbero andare ai territori
Mazzolini (Lega): «Basta sfruttare i corsi d'acqua della montagna»
Mazzolini (Lega): «Basta sfruttare i corsi d'acqua della montagna»

UDINE - «Non sono favorevole alla realizzazione di nuovi impianti idroelettrici come ad esempio sul rio Zolfo a Malborghetto, a Paularo, a Prato Carnico. Non solo, la mia posizione è molto chiara, le risorse che si trovano in montagna devono essere destinate alla popolazione che vive in montagna e non che ne traggano beneficio soggetti terzi che sfruttano la nostra regione per arricchirsi». È chiara la presa di posizione di Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale, sulle tematiche inerenti le fonti rinnovabili in abbinamento con il sostegno a chi vive nelle zone montane.

CI DEVE ESSERE UN VANTAGGIO PER IL TERRITORIO«Le derivazioni delle acque, per esempio, devono essere messe a disposizione delle comunità – prosegue Mazzolini –. Come? Gli esempi virtuosi non mancano. La Secab di Paluzza ad esempio. Penso poi alle centraline idroelettriche in Trentino o Val d'Aosta. Sono realtà che permettono uno sconto sull'energia elettrica ai residenti». Un modello che potrebbe essere esteso anche a molte zone del Friuli Venezia Giulia «tutte quelle – incalza il vicepresidente del Consiglio regionale – situate oltre i 400-500 metri di altitudine. Penso alla Carnia, al Tarvisiano, alla Val Torre, che da una diminuzione del prezzo dell'energia potrebbero trarre grandi benefici. Vivere in alcune zone è difficile da molti punti di vista, proprio per questo abbiamo il compito di sostenere chi decide di rimanere. Stiamo studiando una defiscalizzazione della montagna». Anche sull'impianto sul rio Zolfo, quindi, l'ottica è ben precisa: «Nei mesi precedenti – precisa Mazzolini - ho presieduto più di un vertice fra Consorzio vicinale e amministratori regionali, a cui hanno partecipato anche il vicesindaco di Malborghetto, Alessandro Buzzi, e l’assessore regionale all’ambiente ed energia Fabio Scoccimarro. Nel corso di questi incontri abbiamo più volte confermato che non riteniamo consona la realizzazione della centralina elettrica sul rio Zolfo ed è quindi auspicabile bloccare il progetto». È in gioco anche la salvaguardia dell'ambiente: «In nessun modo ritengo possa essere auspicabile la realizzazione di una centralina elettrica che andrebbe ad influire negativamente sul nostro rio Zolfo. Seppur dovesse essere presa comunque in considerazione questa eventualità, il principio che ribadisco è che la proprietà della centralina dovrebbe appartenere all’ente pubblico, magari proprio regionale, affinché gli introiti derivanti dall’attività della centralina possano poi essere ridistribuiti a favore della comunità e del territorio in modo da garantire un ritorno diretto ai cittadini».

LASCIARE INTATTO IL RIO ZOLFO - «Come ho più volte ribadito – conclude Mazzolini -, sono fermamente convinto della necessità di lasciare il rio Zolfo allo stato attuale e quindi senza un’ulteriore centrale idroelettrica, nel pieno rispetto dell’ambiente, della pesca e, più in generale, dei corsi d’acqua come fiumi e rii del nostro territorio montano. Questo principio, che verrà applicato per il rio Zolfo, dovrà valere anche per tutti i fiumi della nostra montagna e quindi sarà favorita una gestione alternativa dell’energia idroelettrica nel pieno rispetto e a tutela di tutta la zona montana».