25 gennaio 2021
Aggiornato 08:00
Udine

Fiere: Bini 'spinge' per l'unificazione, Da Pozzo invoca il cambiamento

Inaugurata la 65ma Casa Moderna. Le istituzioni chiedono un cambio di passo

UDINE - «La Regione lavorerà per affiancare un processo di unificazione del sistema fieristico regionale, passaggio necessario perché la fiera torni a essere uno snodo centrale dell'economia del Friuli Venezia Giulia». Lo ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, intervenendo all'inaugurazione della 65ma edizione di Casa Moderna alla Fiera di Udine. Un tema affrontato anche dal presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, il quale ha auspicato che la fiera sappia andare verso il futuro con il coraggio di cambiare, in un momento particolarmente difficile per il sistema fieristico nazionale e internazionale. 

Per Bini «il sistema fieristico regionale ha segnato il passo, non lo dico io, ma lo dicono i numeri. Basta confrontarsi con altre realtà: la fiera di Parma ha un giro d'affari di 35 milioni di euro, Milano 270 milioni, Verona 80 milioni. Le tre fiere del Friuli Venezia Giulia assieme fanno 9 milioni di euro». La Regione è disponibile quindi ad accompagnare l'unificazione «rispettando le peculiarità territoriali, per unire e al contempo salvaguardare le differenze», ha aggiunto l'assessore. Alle parole di Bini hanno fatto eco quelle del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che, mutuando una citazione di Albert Einstein, ha rimarcato come «non è pensabile cambiare le cose, continuando a fare le stesse cose»

Per il presidente della Cciaa Udine Da Pozzo, «uno dei compiti che la governance dovrà affrontare con i suoi soci sarà ridisegnarne il ruolo in linea con i tempi e il cambiamento veloce che questi anni richiedono». Il presidente della Camera udinese, socio di maggioranza della Fiera, ha evidenziato le priorità: «innanzitutto che vengano completati i lavori di riammodernamento che da troppo tempo attendono e che qualificheranno ancor di più la struttura. E poi che si definisca insieme a tutti i soci un percorso non solo legato strettamente al mondo fiere, ma molto più aperto, anche a tante attività di servizio e sfruttando una location e una posizione indubbiamente interessanti. Ci sono idee e progetti importanti, bisogna avere coraggio di cambiare».