26 novembre 2020
Aggiornato 07:30
Inaugurazione prima metà 2019

Polo teatrale nell’ex asilo, lo gestirà la Scuola sperimentale dell’attore

Previsti corsi teatrali amatoriali e professionali; spettacoli e attività per il quartiere, la città, i disagiati; produzioni artistiche internazionali. Il sindaco Ciriani: «Modo intelligente di investire i soldi pubblici che vengono restituiti in offerta culturale per tutti»

PORDENONE Sarà la scuola sperimentale dell’attore a gestire il nuovo centro di formazione e produzione teatrale che nascerà nell’ex asilo di via Selvatico, nella splendida villa stile liberty in gran parte chiusa e inutilizzata da anni. L’associazione che organizza il festival dell’Arlecchino errante ha infatti vinto il bando pubblico indetto dal Comune. A novembre cominceranno i primi lavori che verranno eseguiti dai gestori con un contributo comunale. Inaugurazione entro la prima metà del 2019. Ad anticipare il progetto, che ora prende forma, era stato a marzo scorso il suo promotore, il sindaco Alessandro Ciriani. Gli scopi? Arricchire ulteriormente la scena artistica cittadina ridando nel contempo vita a un altro immobile abbandonato da anni.

CORSI, SPETTACOLI, PRODUZIONI – Il nuovo centro sarà una realtà glocal, locale e globale contemporaneamente, che coinvolge Pordenone ma che coltiva anche contatti e produzioni artistiche internazionali. «Le attività saranno tantissime – spiega Ferruccio Merisi, direttore della Scuola sperimentale -  avremo due linee di formazione, una 'popolare' che rispetta tempi e ritmi di chi lavora o studia, e l’altra costituita da corsi di perfezionamento per attori già formati o per ragazzi che escono dalle accademie e vogliono specializzarsi prima della professione, anche con l’aiuto di docenti dall’estero. Dall’altro lato – continua - ci saranno iniziative e spettacoli per il quartiere, i bambini, gli adulti e gli anziani. Insomma, il teatro nella sua dimensione di socializzazione, anche per disagiati e disabili. Ultimo ma non ultimo, svilupperemo il nostro lavoro di ricerca e produzione con le realtà internazionali con cui dialoghiamo da anni, e confezioneremo produzioni per l’estero. E poi – argomenta Merisi – ci metteremo a vivere e «respirare» il luogo, magari per elaborare via via cose nuove fatte per quel posto, per la sua posizione e la sua responsabilità nei confronti della città. Perché questo nuovo polo culturale, non dimentichiamolo, sarà aperto alle realtà e alle produzioni artistiche della città».

RINASCE UN ALTRO IMMOBILE - «Nel nostro programma – argomenta dal canto suo il sindaco Ciriani - c’era scritto che i luoghi pubblici chiusi e abbandonati dovevano essere restituiti alla comunità, e così stiamo facendo. Ne abbiamo già aperti diversi, destinandoli a iniziative sociali, sportive o culturali. In questo caso la gestione va a un’eccellenza della nostra terra. Si svolgeranno attività per gli allievi della scuola ma anche per la popolazione e il quartiere e per iniziative di carattere sociale. Un sistema intelligente per investire i soldi pubblici – conclude Ciriani - facendo in modo che vengano restituiti in termini di offerta culturale per tutti. L’immobile è di oltre 800 metri quadrati e ha un ampio giardino inutilizzato, anch’esso di circa 800 metri quadrati, con ingresso pedonale indipendente. «La struttura ha il duplice vantaggio di essere vicina a un parcheggio multipiano e al centro storico» osserva l’assessore ai lavori pubblici Walter De Bortoli che, con il sindaco, si è impegnato nell’operazione.