10 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Sanità, per Pd e M5S «il centrodestra ha fatto dietrofront»

Bolzonello e Serracchiani accusano la maggioranza di essere senza pudore. Ussai apprezza l'ascolto del territorio
Sanità, per Pd e M5S «il centrodestra ha fatto dietrofront»
Sanità, per Pd e M5S «il centrodestra ha fatto dietrofront» (RFvg)

UDINE - L'annuncio della nuova organizzazione sanitaria in Fvg, frutto della 'contro-riforma' voluta dalla giunta Fedriga, soddisfa solo in parte le opposizioni, che parlano apertamente di 'plagio' rispetto alle azioni passate. Sugli scudi sia il Partito Democratico che il Movimento 5 Stelle. 

L'INTERVENTO DI BOLZONELLO E DI SERRACCHIANI - «La giunta e la maggioranza sono senza pudore, dopo anni di violenze e veleni contro la riforma sanitaria affermando più volte che erano rimaste solo macerie, ora la grande contro-riforma si è sciolta come neve al sole. I saggi e gli operatori della salute hanno dato un responso finale che è l'esatto contrario di quanto sostenuto dal centrodestra in campagna elettorale: la scelta di unire territori e ospedali». A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello. «Siamo contenti che abbiano sposato la nostra linea, la loro riforma non è nient'altro che la conferma della nostra. Abbiamo sempre detto che fossero opportune delle limitate migliorie di quanto già fatto e impostato - prosegue il capogruppo dem - ma qui davvero la montagna ha partorito un topolino. Spiace rilevare che si sia infangato per mesi un sistema e i suoi operatori, creando paure e timori infondati nei cittadini della nostra regione». Sulla stessa lunghezza d'onda anche la deputata dem Debora Serracchiani: «Il nostro modello di riforma si è imposto con la forza della ragionevolezza. Per anni hanno detto che avevamo sbagliato tutto e adesso riconoscono che gran parte del nostro lavoro è stato buono e va conservato». Per Serracchiani «la maggioranza e la giunta hanno capito la bontà della riforma impostata del centrosinistra: il mantenimento dell'integrazione tra ospedale, università e territorio è un punto fermo dal quale non si può tornare indietro»

LO STUPORE DEI GRILLINI«Si tratta di un'inversione a 360 gradi del centrodestra, che già con Tondo nel 2012 promuoveva un'unica super azienda territoriale regionale separata dalle tre aziende ospedaliere», commenta il consigliere pentastellato Andrea Ussai. «Per tutta la scorsa legislatura e in campagna elettorale la compagine di centrodestra sosteneva l'irrazionalità dell'unione ospedale/territorio che 'metteva insieme l'agenda della badante con quella del cardiochirurgo'. Ecco perché questo cambio di rotta ci lascia sorpresi." "Ho dichiarato più volte in queste settimane - ricorda Ussai - la nostra preoccupazione per gli effetti sugli operatori e sulle strutture che un'ulteriore riforma potrebbe avere. La maggior criticità nella scelta del modello è infatti l'eccessivo costo organizzativo, soprattutto in un momento in cui il sistema è in difficoltà sia dal punto di vista economico, sia nell'erogazione dei servizi, con tutto il peso a gravare sul personale e dopo tre anni in cui si è cercato di integrare ospedale e territorio. Questa scelta rappresenta comunque una rivoluzione perché finalmente si è dato ascolto alla voce della maggior parte degli operatori e dei sindacati, e questo non può che farci piacere»