19 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Honsell: «Con il coprifuoco Udine diventa una città triste»

L'ex sindaco critica le scelte dell'attuale maggioranza: «In questo modo si privano i cittadini di spazi comuni»
Honsell: «Con il coprifuoco Udine diventa una città triste»
Honsell: «Con il coprifuoco Udine diventa una città triste» (Diario)

UDINE – «Una città che chiude i parchi ‘per paura’ e abbassa le serrande dei negozi seguendo una discriminante etnico-culturale e utilizza le fioriere per impedire ai cittadini di sostare per un gelato o qualche chiacchiera, è una città triste e che sta perdendo se stessa e la sua ospitalità». A dirlo è l’ex sindaco di Udine Furio Honsell, che interviene nel dibattito scaturito dopo la firma, da parte del sindaco Fontanini, delle due ordinanze che impongono la chiusura anticipata del parco Pascoli e dei locali di Borgo Stazione.

«La sicurezza non ha colore e non ha orario – continua Honsell – e va garantita sempre e comunque tenendo presente l'esigenza di non privare i cittadini di spazi comuni. Una comunità tappata in casa perché c'è il coprifuoco forse è più sicura in apparenza, ma di certo è meno libera, meno vitale. L'ossessione di una fantomatica e non dimostrata ‘emergenza sicurezza’ in una delle città più sicure d'Italia è solo un nuovo capitolo di quella ‘fabbrica delle paure’ sulla quale si sono costruite le recenti fortune elettorali della destra e per ogni problema la soluzione sembra sempre una: la discriminazione e il controllo poliziesco. Molti di noi – conclude l’ex sindaco – continuano a credere invece nel dialogo, negli spazi comuni e nella responsabilità delle persone».