19 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Sergo (M5S): «Intervenire per escherichia coli e salmonella a Lignano»

Il consigliere regionale pentastellato è preoccupato per gli sforamenti registrati sui cannolicchi della costa
Sergo (M5S): «Intervenire per escherichia coli e salmonella a Lignano»
Sergo (M5S): «Intervenire per escherichia coli e salmonella a Lignano» (G.G.)

LIGNANO SABBIADORO - Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Sergo, da tempo attento allo stato di salute delle nostre acque, ritorna sulla questione della presenza di escherichia coli e di salmonella lungo la costa di Lignano. «Venerdì scorso, 12 ottobre - fa sapere Sergo -, l'Azienda sanitaria ha emesso altre quattro ordinanze per chiudere anche le zone 01, 05, 06 e 07, cioè quelle di Porto Buso, Terrazza a mare, Colonia e Kursal». In via precauzionale anche l'unica zona risultata indenne dai referti di laboratorio, la 03 Braccetti, è stata chiusa.

REGISTRATI SFORAMENTI - «Tutte queste aree sono classificate Zona A dalla Regione Friuli Venezia Giulia e quindi tra le migliori per condizioni ambientali per la raccolta dei molluschi - evidenzia Sergo - ma dopo alcune analisi realizzate su iniziativa di LegaCoop FVG sui cannolicchi della costa, si sono riscontrati sforamenti dei limiti di legge previsti per l'assunzione diretta sia per la presenza di escherichia coli sia di salmonella, già riscontrata lo scorso 1 ottobre nelle vongole. Per quanto riguarda l'escherichia coli, la zona maggiormente colpita risulta essere quella di Colonia, con il doppio delle unità fecali nei bivalvi analizzati, cioè la zona attraversata dallo scarico a mare del depuratore di Lignano Sabbiadoro. «Da più di un anno - rammenta Sergo - l'auspicio del M5S è che le autorità competenti affrontino il problema e provvedano a stabilire che, se non sono i due principali impianti di depurazione della zona, il Tubone della Ziac e l'impianto di via Lovato di Lignano, a essere la causa di questi sforamenti, allora si individuino i responsabili. Invece, nonostante le ordinanze siano state emesse da parecchi giorni, continua a permanere un imbarazzante silenzio su quanto in essere».

I DISAGI MAGGIORI SONO PER GLI OPERATORI - «Secondo noi si deve intervenire subito perché a pagarne le conseguenze sono l'ambiente ma anche gli operatori del settore, che si vedono obbligati dall'azienda sanitaria a ritirare dal commercio il proprio prodotto o a doverlo portare in depurazione e stabulazione con un aggravio di costi non indifferente. Attendere che la situazione passi da cautelativa a emergenziale non ha senso, è tempo che il problema venga risolto definitivamente e si mettano in atto politiche preventive e di controllo affinché questi sversamenti non ci siano più - ha concluso il consigliere pentastellato -. Sono anni che si discute poco e male, vista l'importanza e la vastità del fenomeno. Vogliamo chiarezza e azioni serie prima che alla salute dei nostri cittadini, bene primario, si sommino altre ricadute ambientali ed economiche».