12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Crisi della filiera del latte: drastico calo delle forme di Montasio

Si è passati da 1.125.034 forme del 2003 alle 832.569 di dieci anni dopo (nel 2013) al record negativo del 2017 di 794.576
Crisi della filiera del latte: drastico calo delle forme di Montasio
Crisi della filiera del latte: drastico calo delle forme di Montasio (Ennio Pittino)

UDINE - A poche settimane dall’affidamento da parte dell’assessore regionale Stefano Zannier all’agenzia di Cluster Agrifood Fvg del compito di individuare una strategia per la messa in sicurezza e il rilancio del comparto lattiero caseario, i tecnici sono già al lavoro. Il metodo, però, è assolutamente inedito. «Stiamo partendo con contatti individuali di operatori e imprese del settore e stiamo organizzando incontri collettivi per tipologia di soggetti – spiega il presidente Claudio Filipuzzi -. Solo alla fine è previsto un confronto con le rappresentanze allo scopo di valutare quanto emerso durante la fase istruttoria e prima della stesura del documento finale. Lo scopo è di ottenere un quadro d’insieme su cui lavorare quanto più aderente possibile alla realtà delle singole aziende e non ‘inquinato’ da schemi precostituiti».

I DATI - I dati più recenti, a fine agosto di quest'anno, parlano di 1.071 aziende zootecniche da latte attive in regione, con 82.687 capi e quindi una media di 77 capi per azienda. La consistenza numerica rimane costante negli ultimi anni, ma si assiste a un incremento della capacità produttiva, con inevitabili ricadute però sia sulla qualità del latte sia sulla sostenibilità ambientale.
Altro dato eclatante già emerso è quello del prodotto bandiera della regione e unico formaggio con marchio Dop, ovvero il Montasio. Infatti, nel lungo periodo ha visto calare costantemente la produzione, passando da 1.125.034 forme del 2003 alle 832.569 di dieci anni dopo (nel 2013) al record negativo del 2017 di 794.576 forme prodotte. Attualmente i soci del consorzio Dop sono 44 di cui 28 con sede in Friuli-Venezia Giulia.

PROSEGUONO GLI INCONTRI - «La conoscenza e l’analisi di questi dati sono fondamentali per capire dove deve andare l’intera filiera – continua Filipuzzi -. Infatti, soltanto se tutti gli operatori sono coscienti di cosa chiede il mercato potremo suggerire efficaci strategie per salvare e rilanciare tutto il settore». È fitto il calendario di incontri settoriali pianificato da Agrifood Fvg e già avviato. Tra i momenti più importanti delle prossime settimane la riunione dei produttori di frico il 22 ottobre, quello dei centri di trasformazione del latte il 13 novembre e quello degli allevatori programmato il 26 novembre. (Per iscriversi agli incontri: https://goo.gl/forms/68exxCaYCFDDzjb33)