13 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Enti locali, Fedriga: «Con le Uti 11 milioni di euro in più per il personale»

È il giudizio del governatore del Friuli Venezia Giulia, che annuncia un ritorno a un livello di area vasta a elezione diretta
Enti locali, Fedriga: «Con le Uti 11 milioni di euro in più per il personale»
Enti locali, Fedriga: «Con le Uti 11 milioni di euro in più per il personale» (Regione)

PORDENONE - «L'introduzione delle Uti ha portato un aumento di 11 milioni di euro per spese sul personale, un incremento del 24% del personale regionale, che conta circa 1.000 dipendenti in più, e uno svilimento delle professionalità di coloro che erano impiegati nelle Province». È il giudizio del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenuto a Pordenone a un dibattito, promosso dall'associazione Norberto Bobbio, con l'ex senatore Lodovico Sonego sulla riforma degli enti locali.

Sul tavolo la futura riforma dell'amministrazione locale sulla quale «non c'è ancora la ricetta risolutiva», ma si è aperto un confronto, poiché, nella convinzione del governatore «le grandi riforme hanno successo solo se c'è la condivisione dei cittadini e dei portatori di interesse in quanto sarebbe un errore dare un colore politico a una riforma così importante che - ha evidenziato - deve essere la riforma del Friuli Venezia Giulia e non di un partito». Fedriga ha comunque fissato alcuni punti fermi della riforma: il ritorno a un livello di area vasta a elezione diretta, in cui vi sia la valorizzazione delle professionalità delle ex Province, la competenza nella gestione delle strade, dell'edilizia scolastica e dei medi e piccoli eventi, lasciando alla Regione una funzione leggera di programmazione e indirizzo.

Aree vaste che, secondo Fedriga, «potrebbero essere di supporto volontario ai Comuni» e i cui confini territoriali «devono essere scelti dai territori stessi, non dalla Giunta regionale senza condivisione dal basso». Centrale, inoltre, il tema delle compartecipazioni dal momento che «la Regione prima con il patto Tondo-Tremonti e poi con il Padoan-Serracchiani, nel 2018 dovrà versare a Roma 850 milioni, su un bilancio di 4,5 miliardi» ha spiegato Fedriga, considerando questo rapporto «insostenibile e da ricontrattare in accordo con la Regione stessa». Quanto alle competenze, la Regione ha come primo obiettivo l'autonomia della direzione scolastica regionale, mentre «resta aperta la riflessione sull'opportunità di farsi carico di tutta la competenza di un settore che pesa per quasi 1 miliardo di euro».