23 luglio 2019
Aggiornato 01:00
L'intervento

L’arcivescovo di Udine: «La famiglia può essere solo tra un uomo e una donna». E’ polemica

L’ex deputato Pd Coppola attacca Mazzocato accusandolo di omofobia e di idee medioevali. Il sindaco Fontanini lo difende a spada tratta
L’arcivescovo di Udine Mazzoccato
L’arcivescovo di Udine Mazzoccato

UDINE – Nel corso delle celebrazioni del ‘Voto Cittadino’, l’arcivescovo di Udine Bruno Mazzocato ha trattato temi legati alla famiglia e all’identità di genere, bollando le «altre combinazioni della sessualità umana» come «distorsioni della realtà». Una presa di posizione netta, che non è piaciuta all’ex deputato Pd Paolo Coppola (in corsa per la vice segretaria regionale del partito), che ha definito i concetti espressi dall'arcivescovo «idiozie omofobe e medievali». Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Udine Fontanini per difendere a spada tratta Mazzoccato. 

LE PAROLE DEL VESCOVO – «Non si vuol più riconoscere – ha detto Mazzoccato nella sua omelia – quale sia la realtà del mondo e dell’uomo, così come Dio l’ha creata, e che sta davanti ai nostri occhi. Si diffondono, invece, opinioni e modi di vedere che sono autentiche illusioni e distorsioni create da una mente cieca. Non si vuol più vedere che Dio ha creato l’uomo come maschio e femmina, cosa evidente a tutti, e si immaginano altre combinazioni della sessualità umana che non corrispondono alla realtà; fino ad aver elaborato la cosiddetta teoria del ‘gender’, che il Papa ha definito ‘un errore della mente umana’. Non si vuol più riconoscere – ha aggiunto – che la famiglia è formata da un uomo e una donna che si uniscono stabilmente per amore e diventano sorgente di una fecondità tale da poter far sbocciare nuovi figli dalla loro unione. Non si vuol più vedere che questa famiglia è stata creata da Dio e non è stata inventata dagli uomini che, quindi, possono immaginarsi altre forme di unione affettiva e sessuale e chiamarle ugualmente famiglia. Sono cosciente che ho toccato questioni di grande delicatezza e complessità e come tali vanno affrontate tenendo conto di tutte le esigenze. Voglio solo attirare l’attenzione – ha concluso l’arcivescovo di Udine – sul fatto che vanno affrontate partendo dalla realtà della vita umana, della persona e della famiglia così come sono e come Dio le ha create e non immaginandocele diverse: perché così fanno i ciechi, i ciechi nella mente e nel cuore. Purtroppo quando queste distorsioni della verità sono sostenute dai mezzi di comunicazione e da chi ha il potere economico, politico e legislativo sembrano diventare vere e ovvie. Si arriva a insegnarle nelle scuole ai bambini e ai ragazzi con una sottile forma di violenza, perché loro spontaneamente sarebbero portati a vedere la verità sulla vita, sulla persona e sulla famiglia».

L’ATTACCO DI COPPOLA – «Non so quale dio veneri l’arcivescovo, ma di sicuro non è quello cattolico, quello che ha creato anche gli lgbt, non solo gli eterosessuali, quello che ha creato anche le coppie sterili, quello che è amore e che si è fatto carico delle sofferenze degli altri, quello che ha condannato l’ipocrisia dei farisei – ha scritto Coppola sul suo profilo Facebook –. È un vero peccato che l’arcivescovo di Udine veneri un dio pagano. Speriamo che lo Spirito Santo gli apra gli occhi e spazzi via dalla sua mente tutte quelle idiozie omofobe e medievali».

LA ‘DIFESA' DI FONTANINI – «Appare incredibile che il vice coordinatore regionale di un partito che aspira a esprimere al suo interno una forte componente cattolica – ha affermato il primo cittadino – offenda duramente il capo della Chiesa locale. L'arcivescovo ha tutto il diritto, di esprimere il proprio pensiero e di tracciare una linea da far seguire ai propri fedeli. Se Coppola non concorda può tranquillamente dissentire e comportarsi come crede senza ricorrere a frasi gravi e gratuite intente solo a raccogliere qualche like. Mi auguro che il coordinatore cittadino del Pd Enrico Leoncini, la consigliera comunale Maria Grazia Burtulo, il coordinatore regionale Salvatore Spitaleri e il consigliere regionale Francesco Russo in quanto componenti della Spes (Scuola di Politica ed Etica Sociale dell'Arcidiocesi di Udine) – ha concluso – prendano quanto prima le distanze dalle esternazioni di Paolo Coppola».