12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Risparmiatori friulani favorevoli a costituirsi parte civile contro la Banca Popolare di Vicenza

Assemblea di Consumatori Attivi sul processo penale contro l'istituto bancario che è stato presieduto da Gianni Zonin
Risparmiatori friulani favorevoli a costituirsi parte civile contro la Banca Popolare di Vicenza
Risparmiatori friulani favorevoli a costituirsi parte civile contro la Banca Popolare di Vicenza (Ra)

UDINE - Tre sale gremite di tanti risparmiatori traditi dalla Banca Popolare di Vicenza hanno dimostrato l'interesse che c'è su questo argomento, con centinaia di persone intervenute nella sede della Cciaa Udine per ascoltare gli interventi della presidente dell'associazione 'Consumatori Attivi', Barbara Puschiasis, della vicepresidente, nonchè risparmiatrice coinvolta nel caso, Barbara Venuti e degli avvocati Massimo Borgobello e Denaura Bordandini. Non ci sono stati giri di parole ma solo informazioni chiare e trasparenti: la costituzione di parte civile nel processo penale contro 6 ex vertici dell'istituto berico (tra cui Gianni Zonin) e la stessa banca in liquidazione, non dà alcuna garanzia di recuperare all'interno di quella procedura giudiziaria i soldi perduti sia a causa del decorrere del tempo che avvicina sempre di più alla prescrizione sia a causa della possibile incapienza patrimoniale dei possibili responsabili. «Quello che però è certo - hanno rimarcato nel corso della serata - è che la costituzione di parte civile ha quale funzione quella di fare pressione e di manifestare con forza il desiderio di giustizia e di verità sulle condotte che hanno portato sul lastrico tantissimi dei 110.000 azionisti coinvolti» 

I TEMPI PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE - Consumatori attivi lo ha detto chiaramente: "Una costituzione di pochi risparmiatori a nulla serve. L'unico modo per poter arrivare all'obiettivo che poi è anche quello di manifestare la volontà di non arrendersi fino a che, anche a livello governativo, non sarà data una soluzione attraverso il Fondo di ristoro, è essere in tanti. Un grande gruppo che si muove può infatti continuare ad incidere, come sino ad ora fatto grazie alle partecipate iniziative di Consumatori Attivi, per arrivare ad una soluzione». Consumatori Attivi ha anche chiarito come in tal modo possa essere possibile spalmare gli inevitabili costi per partecipare a un processo che richiederà di essere seguito con forza, competenza e determinazione permettendo dunque a tutti di poter accedere.
L'assemblea partecipata da centinaia di persone (quasi 300) non ha mostrato esitazioni e ha deciso di andare avanti verso la giustizia partecipando, costituendosi, al processo penale, chiedendo sia i danni morali che i danni patrimoniali conseguenti ai reati contestati ed in primis al reato di aggiotaggio e a quello di ostacolo alla vigilanza.

SI SPERA NEL GOVERNO - Consumatori Attivi ha dunque ricordato i termini per poter partecipare a questa 'azione collettiva'. Necessario è fissare un appuntamento in associazione entro la data del 20 novembre 2018, vista l'imminenza dello scadere del termine per costituirsi, chiamando al tel. 04321721212 oppure al cel. 3473092244 oppure scrivendo una e.mail a info@consumatoriattivi.it. Dovranno essere portati i documenti relativi alla propria posizione con Banca Popolare di Vicenza. Altra notizia sempre giunta in questi giorni, è quella relativa ai contenuti della bozza della Legge di bilancio. Viene confermato lo stanziamento pari a 525.000 euro per gli anni dal 2019 al 2021 dai Fondi dormienti a favore del Fondo di ristoro per i risparmiatori traditi. Viene altresì aggiunto che verrà previsto un rimborso pari al 30% a favore di coloro che sono in possesso di una 'sentenza del giudice o di una pronuncia dell'ACF'. Per Consumatori Attivi si tratta di un primo importante passo che però non basta a mantenere le promesse che il nuovo Governo ha assunto nei confronti dei risparmiatori. «Il rimborso infatti deve essere del 100% e dunque il 30 % non può che essere un acconto - sottolineano dall'associazione - e le modalità di accesso al Fondo devono essere 'semi automatiche' non potendo ulteriormente gravare per l'ennesima volta sul risparmiatore la prova dell'ingiustizia del danno, essendo ormai ciò stato accertato dalle vigilanze e dagli organi giurisdizionali che ad oggi si sono pronunciati. Importante dunque sarà vedere se la legge di Bilancio ed il decreto attuativo del Fondo manterranno queste promesse e se i rimborsi partiranno subito, come assicurato dall'attuale Governo. La fiducia dei risparmiatori non può venire ulteriormente tradita».