12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

In tv passa lo yacht affondato e non il disastro in Carnia. La protesta corre sul web

Per richiamare l’attenzione è nata una petizione on line, sulla piattaforma Change.org: “Vogliamo che le TV parlino anche del Friuli! Non siamo una regione di serie B"
In tv passa lo yacht affondato e non il disastro in Carnia. La protesta corre sul web
In tv passa lo yacht affondato e non il disastro in Carnia. La protesta corre sul web (Pc Fvg)

TOLMEZZO – In questi giorni, guardando i servizi sul maltempo diffusi dai telegiornali nazionali, c’è una cosa che balza subito agli occhi: l’isolamento di Sappada o di Ovaro non può competere con la distruzione di uno yacht da 6 milioni di euro a Portofino. Il lungomare di Rapallo eroso dal mare fa più notizia di un’abitazione scoperchiata in Friuli. Un po’ di sabbia entrata in un locale sulla spiaggia di Santa Margherita Ligure merita un servizio più di un ponte crollato a Comeglians o di un’intera vallata senza corrente elettrica e acqua potabile da giorni. Considerazioni amare che stridono con la realtà, ma che evidentemente alle emittenti nazionali vanno bene così. Meglio parlare dell’affondamento dello yacht di Piersilvio Berlusconi piuttosto che delle difficoltà di andare avanti di Fausto, artigiano carnico che ha dovuto interrompere la propria attività a causa dell'alluvione.

C'E' UNA PETIZIONE ON LINE - Il Friuli non si piange addosso (non l’ha mai fatto) e va avanti, si tira su le maniche e riparte. Anche senza la visibilità nazionale. Ci penserà la politica nostrana a battere cassa, anche se i servizi nei tg, spesso, possono contribuire a dare la sensazione che in altri territori la situazione sia molto più grave e molto più urgente. Per richiamare l’attenzione sul Friuli è nata una petizione on line, sulla piattaforma Change.org: «Vogliamo che le TV parlino anche del Friuli! Non siamo una regione di serie B». Per ora le firme sono poco più di 300, ma siamo certi che appena la voce della raccolta firme comincerà a girare, il numero crescerà rapidamente.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA - «In questi giorni la devastazione ha colpito il Friuli. Esondazioni, frane, piogge torrenziali, ponti crollati, strade bloccate, allagamenti, paesi isolati, attività in ginocchio e chi più ne ha più ne metta - questo l'inizio del testo che introduce la petizione -. Ma giornali, radio e televisioni nazionali sembrano non essersi accorti di quanto sta succedendo. Sui loro servizi di cronaca raccontano di tutta l'Italia, ma il Friuli come sempre non viene nemmeno menzionato. Non ne parlano quasi mai nemmeno nella lista delle regioni con l'allerta meteo più grave, come se non esistessimo. Ma noi, popolo friulano, non abbiamo tempo di lamentarci, alla prima pioggia prendiamo le pale e usciamo a lavorare. Però è giunto il momento di alzare la voce, è ora che i mass media nazionali ci diano il giusto spazio e la giusta importanza, soprattutto in questi momenti drammatici. Ci farà sentire più italiani e ci permetterà di far conoscere le nostre tragedie a tutta la nazione, che potrà anche decidere se aiutarci o meno, ma almeno non potrà dire di non sapere. Mai sapranno di noi, mai ci aiuteranno. Facciamoci sentire! Chiediamo in modo chiaro che le TV nazionali parlino del Friuli, uniamoci tutti in questa petizione!".