12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Maltempo in Fvg: i danni ammontano a 500 milioni di euro

Il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli è arrivato in Carnia e ora porterà in Consiglio dei Ministri la richiesta di stato di emergenza nazionale
Maltempo in Fvg: i danni ammontano a 500 milioni di euro
Maltempo in Fvg: i danni ammontano a 500 milioni di euro (Regione)

TOLMEZZO - «Recepisco la richiesta di stato di emergenza nazionale consegnatami dal governatore Fedriga. Ora faremo la nostra istruttoria e la proporremo al Consiglio dei ministri assieme a quelle pervenute da Veneto e Liguria che con il Friuli Venezia Giulia sono le tre regioni maggiormente colpite dagli eventi eccezionali di maltempo». Lo ha affermato il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli al termine dell'incontro a Tolmezzo con i vertici della Regione Fvg, i volontari e i sindaci dei comuni colpiti dal maltempo. La prima valutazione effettuata dai tecnici della Protezione civile regionale ha quantificato in circa 500 milioni di euro i danni occorsi alle sole infrastrutture pubbliche. «Una valutazione che ha un impatto enorme sull'economia e sulla vita quotidiana delle famiglie del Friuli Venezia Giulia», ha affermato Fedriga rivolgendosi a Borrelli.

EMERGENZA GESTITA AL MEGLIO - Ripercorrendo le tappe della gestione dell'emergenza, il governatore ha voluto sottolineare come la popolazione ha reagito con lucidità, muovendosi all'unisono con i volontari e le istituzioni. «Forse c'è stata un'attenzione meno forte dei media sulla nostra regione ma ne dobbiamo essere orgogliosi: qui i fatti drammatici sono stati evitati grazie alla capacità nel gestire l'emergenza che contraddistingue il nostro sistema di protezione civile e alla prontezza della nostra gente che, senza piangere e con la testa alta, si è data subito da fare». Attivati i primi interventi di emergenza con forze e risorse regionali e riscontrata l'impossibilità di affrontare le conseguenze provocate sul territorio regionale dagli eccezionali eventi atmosferici con i mezzi e i poteri ordinari e straordinari di cui dispone la Regione, il governatore ha rappresentato a Borrelli «l'urgente necessità che sia dichiarato lo stato di emergenza nazionale».

I NUMERI DEI SOCCORSI - Nel corso dell'incontro, a cui hanno preso parte anche gli assessori regionali alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, e alle Finanze, Barbara Zilli, è stato il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, a fare il bilancio della situazione e a elencare le principali criticità, non senza prima ringraziare la macchina dei soccorsi che ha visto impegnati oltre 1.000 volontari di Protezione civile operativi al fianco di centinaia di Vigili del Fuoco e delle Forze dell'ordine per il soccorso della popolazione. Anche il Corpo Forestale ha attive sul territorio 12 squadre per un totale di 70 operai forestali che lavorano assieme al personale delle stazioni. Da una prima e ancora incompleta stima, il legname abbattuto in questi giorni è di oltre 800 mila metri cubi, più di tre volte la massa che viene normalmente raccolta in un anno. Ora le due maggiori criticità, ha reso noto Riccardi, restano il totale ripristino della transitabilità delle strade e la riattivazione delle utenze residenziali rimaste in black out elettrico (nel momento di picco sono state 26 mila) che, ad oggi, sono ancora 1.600. Il direttore della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei, ha sottolineato come gli allerta diramati dal sistema regionale integrato di Protezione civile, che vede la collaborazione proficua delle forze dello Stato e della Regione, hanno contribuito a evitare vittime e feriti. A seguito delle verifiche effettuate dai tecnici, permane comunque lo stato di pericolosità in conseguenza ai danni provocati alla viabilità, al reticolo idrografico e ai manufatti di difesa idraulica del territorio, con particolare attenzione ai bacini dei fiumi Tagliamento e Cellina Meduna.