13 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Paluzza, la conta dei danni dell’Aldo Moro: «Un territorio devastato e irriconoscibile»

Un breve ‘viaggio’ di parole per raccontare la devastazione che l’ondata di maltempo degli ultimi giorni ha portato nel territorio
Paluzza, la conta dei danni dell’Aldo Moro: «Un territorio devastato e irriconoscibile»
Paluzza, la conta dei danni dell’Aldo Moro: «Un territorio devastato e irriconoscibile» (Unione Sportiva Aldo Moro | Facebook)

PALUZZA - «Scriviamo con il cuore in gola queste righe, innanzi tutto con un grande rispetto per le priorità della messa in sicurezza di case, strade, attività produttive, energia, acqua potabile e altro che stanno in questi giorni mettendo in ginocchio tutta la Carnia». Comincia così, sulla pagina Facebook dell’Unione Sportiva Aldo Moro (per ‘voce’ del suo presidente, Andrea Di Centa), un breve ‘viaggio’ di parole per raccontare la devastazione che l’ondata di maltempo degli ultimi giorni ha portato nel territorio di Paluzza.

IL TERRITORIO - «E’ doveroso - si legge ancora - portare a conoscenza dell'intera Regione dei gravi disastri che hanno colpito il territorio nel suo complesso. Interi boschi di montagna, strade forestali, sentieri, sono andati perduti. Nello specifico, i volontari dell'Aldo Moro Paluzza che per molti anni hanno gestito la pista di fondo Laghetti, a Timau di Paluzza, proprio oggi (3 novembre, ndr) hanno avuto il tempo di ispezionare la pista (solo la parte bassa perchè quella alta è inaccessibile)».

DANNI - La conta dei danni è davvero terribile, tanto che, «il territorio è irriconoscibile. Il 70-80% degli argini sul rio Cjaule (fiume But) nei pressi della pista sono crollati. L'alveo del fiume ha preso altre direzioni e tutto il resto o è stato distrutto o sommerso da metri di ghiaia e fango. I boschi limitrofi sono stati distrutti dalla forza del vento, lasciando solo alcune ‘sentinelle’ sparse qua e là. Un territorio devastato e irriconoscibile. Le strutture fisse, nella zona partenza, sono fortunatamente salve. Gli impianti di innevamento per il 90% andati distrutti. Ci soffermiamo solo su queste indicazioni e le foto allegate sono il timbro indelebile di quanto si può vedere.

DEVASTAZIONE - Nulla è stato risparmiato dalla forza cieca del vento: «Possiamo sì dire che una parte della devastazione è causa di una manutenzione insufficiente ma dobbiamo anche dire che la forza straordinaria degli eventi è stata largamente la causa della distruzione. Basti pensare che anche i tralicci della linea elettrica che passa sul comprensorio, sono stati letteralmente tranciati. Ora chiediamo, dopo il dovuto rispetto delle emergenze prioritarie, che si faccia una conta dei danni e si pensi a ripristinare per quanto possibile il sito. Anche le attività sportive e gli investimenti pregressi fatti in loco, chiedono un aiuto. Il tessuto sociale in cui viviamo è fatto anche di supporti sportivi, culturali e turistici. Auspichiamo che anche la nostra voce sia ascoltata. Noi faremo il nostro mettendoci a disposizione per quanto possiamo, nel credere in queste cose, e chiediamo con voce un aiuto nel salvaguardare il nostro territorio e la nostra vita in montagna».