12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Opere pubbliche: la Regione è al lavoro per snellire la burocrazia

L'assessore Pizzimenti annuncia un "sistema regionale a un ineludibile cambiamento"
Opere pubbliche: la Regione è al lavoro per snellire la burocrazia
Opere pubbliche: la Regione è al lavoro per snellire la burocrazia (Regione)

PALMANOVA - C'è un potenziale di investimenti per oltre 400 milioni di euro che attende di essere appaltato in Friuli Venezia Giulia, ma resta bloccato dalle procedure di aggiudicazione. È questa la fotografia emersa stamattina a Palmanova nel corso del seminario organizzato dall'amministrazione regionale dal titolo 'Programmare e costruire al tempo del pareggio di bilancio', a cui hanno preso parte tutte le componenti istituzionali degli Stati generali delle costruzioni, dell'Anci e delle stazioni appaltanti facenti capo a enti locali, aziende sanitarie e società pubbliche.

SOLO IL 13% DEI FONDI EROGATI E' STATO SPESO - «Il comparto edile annovera nella nostra regione 44 mila addetti tra imprese e professionisti, con un rendimento che triplica gli investimenti se si considera che ogni miliardo investito genera 3,5 miliardi di fatturato complessivo; numeri che bastano a far ritenere le costruzioni un settore trainante della nostra economia» ha evidenziato l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti. Gli investimenti pubblici giocano quindi un ruolo economico strategico, a patto che siano messi in circolazione, come ha evidenziato ancora Pizzimenti secondo il quale «erogare finanziamenti è il primo compito della Regione, il secondo è contribuire ad alleggerire le procedure affinchè gli investimenti siano effettivi. In questo la Regione sta facendo molto». Analizzando i dati sulle risorse erogate attraverso l'amministrazione regionale per le opere pubbliche degli enti locali, negli ultimi tre anni, emerge che ammontano a 101 milioni i contributi già impegnati per oltre 300 interventi su tutto il territorio regionale. Nel dettaglio: 28 milioni di euro sono stati attivati dal Fondo volano; 27 milioni di euro sono i contributi per i centri con popolazione inferiore a 30 mila abitanti; 17 milioni quelli destinati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare; 13,6 milioni per i piani casa aventi ad oggetto l'edilizia abitativa su immobili comunali; infine, 15 milioni di fondi della Protezione Civile per la prevenzione del rischio sismico su immobili pubblici. Di queste risorse, però, solo il 13% è stato effettivamente speso. Le difficoltà maggiori sono determinate dalla inadeguatezza dei Comuni a reggere le procedure di appalto. Le amministrazioni comunali che si sono dimostrate più efficaci sono quelle in cui è presente un responsabile unico del procedimento interno, ovvero c'è maggiore disponibilità di personale specializzato ed una più ampia capacità tecnico amministrativa.

LE POSSIBILI SOLUZIONI - Simile la fotografia che riguarda l'edilizia scolastica, dove ci sono quasi 300 milioni di euro da appaltare tra fondi della Banca europea degli investimenti, fondi Por - Fesr, fondi Cipe, fondi ministeriali e regionali, molti dei quali destinati all'efficientamento energetico o all'adeguamento antisismico su un patrimonio immobiliare che conta 1.080 edifici scolastici censiti in tutto il Friuli Venezia Giulia. La Regione, mentre da un lato invita i Comuni ad aderire alla rete delle stazioni appaltanti già messa in atto e ad attenersi alle direttive vincolanti per la semplificazione degli appalti, dall'altro ha compiuto un ulteriore passo avanti mettendo a disposizione degli enti locali una piattaforma informatica comune (il sistema Bravo Solutions) di cui fornisce gratuitamente il software e la formazione. Dal 18 ottobre, infatti, è scattato l'obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronica nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione dei contratti della Pubblica amministrazione, già attiva in tutta Europa, e a gennaio, si aggiungerà l'obbligo di ricorrere all'albo dei commissari di gara per le procedure da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. «Stiamo preparando il sistema regionale a un ineludibile cambiamento, certi che l'amministrazione abbia fatto concretamente la propria parte», è stato il commento conclusivo di Pizzimenti.