12 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Contano più i fatti o le emozioni? A Udine si parla di ‘post verità’

Appuntamento giovedì 8 novembre alle 18.15 alla Fondazione Friuli
Contano più i fatti o le emozioni?  A Udine si parla di ‘post verità’
Contano più i fatti o le emozioni? A Udine si parla di ‘post verità’ (Diario di Udine)

UDINE - Contano più i fatti o le emozioni e il credo personale nel condizionare e influenzare l’opinione pubblica oggi? Se si pensa che nel 2016 l’Oxford English Dictionary ha eletto il concetto di ‘post truth’ ovvero quello di ‘post verità’ a parola dell’anno è chiaro che la tendenza predominante nella nostra temperie politico-social-culturale, nell’imperare dei social e del consumo veloce di informazione, va a discapito dei fatti. Lo dimostrano il proliferare delle fake news, la strumentalizzazione politica della scienza, il populismo politico nel tradurre concetti importanti e orientarli in vedute ristrette. Ne parlerà Pietro Daniel Omodeo storico culturale della scienza e docente di epistemologia storica e politica all’Università Ca’ Foscari di Venezia nella prossima conferenza organizzata dall’Università Popolare di Udine.

L’APPUNTAMENTO è per giovedì 8 novembre alle 18.15 presso la Fondazione Friuli (via Manin 15 Udine), nella Sala Riunioni. Il titolo della conferenza è Storia e filosofia della scienza nell’epoca della post-verità. Omodeo è direttore del progetto ERC Institutions and Metaphysics of Cosmology in the Epistemic Networks of Seventeenth-Century Europe, studio comparativo delle cosmologie della prima età moderna nei loro contesti politico-confessionali. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea nel quadro del Programma di Ricerca e Innovazione Horizon 2020 (GA n. 725883 EarlyModernCosmology). «C’è a esempio scetticismo - spiega Omodeo - nei confronti del lavoro degli scienziati. Nelle discussioni sui cambi climatici, sui vaccini o sugli effetti cancerogeni o meno del tabacco ci si chiede se ci possiamo fidare degli scienziati o se è una questione politica e si può fare a meno del parere degli esperti. Oggi la tendenza è quella di mettere in dubbio la legittimità stessa dei metodi e dei gruppi scientifici che portano avanti determinate analisi. Il neologismo post-truth è parso compendiare il clima culturale e politico della congiuntura di un anno segnato dalla Brexit e dall’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, nonché dal regresso nazional-populistico di vari paesi, soprattutto nell’Est europeo e in Turchia. Alla luce di tali sviluppi, la fiducia nel potenziale della cultura postmoderna quale strumento di progresso e divulgazione della verità scientifica si è incrinata». La conferenza è a ingresso gratuito e aperta al pubblico. Per informazioni e contatti, per diventare soci e ricevere il bollettino scrivere a unipopudine@gmail.com o consultare il sito www.unipopudine.it.