19 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Maltempo: sono 18 le aziende artigiane ancora ferme in Carnia

Il presidente Tilatti: "Le nostre imprese non si sentano sole. Il sistema gli è accanto"
Maltempo: sono 18 le aziende artigiane ancora ferme in Carnia
Maltempo: sono 18 le aziende artigiane ancora ferme in Carnia (Confartigianto)

TOLMEZZO - La conta dei danni è iniziata anche tra gli artigiani della montagna friulana che gli eventi meteo degli ultimi giorni hanno in molti casi messo in ginocchio. Conta che ha prodotto le prime segnalazioni. Sono infatti già 18 le aziende che hanno informato Confartigianato di aver dovuto sospendere l’attività produttiva, lasciando dunque a casa i propri dipendenti (80 in totale) fintanto che non avranno riparato ai danni e ripristinato le condizioni minime per poter lavorare. Pioggia e vento hanno causato svariati disagi. Dall’interruzione nella fornitura di energia elettrica, all’inagibilità dei locali aziendali, fino all’isolamento per interruzione delle strade rendendo impossibile lo svolgimento dell’attività in particolare per le aziende di Paularo, Cercivento, Prato Carnico, Forni Avoltri e Ovaro, che sono le più colpite. 

GLI STRUMENTI MESSI IN CAMPO PER GLI ARTIGIANI - Confartigianato Udine e più in generale tutto il sistema dell’artigianato regionale in queste ore non è rimasto a guardare ma si è subito attivato per andare incontro alle imprese in difficoltà. Sul suo sito internet l’associazione ha postato un messaggio rivolto a tutte le imprese colpite ricordando loro che gli strumenti a disposizione per far fronte al momento nero ci sono. Sia finanziari che di ammortizzazione. Ai primi ha pensato Confidimprese Fvg che ha già destinando un plafond iniziale di 3 milioni di euro e sta ora verificando, con le banche convenzionate, gli interventi a supporto. Interventi che prevedranno uno sconto commissionale Confidi importante e la concessione di garanzie oltre 50% ordinario. Entro pochi giorni sarà comunicato il dettaglio degli interventi possibili tra i quali ci saranno un conto corrente speciale per le prime esigenze di liquidità ed un finanziamento che preveda un preammortamento di qualche mese, per consentire una dilazione iniziale nel pagamento delle rate. All’opera, sul fronte 'ammortizzazione', c’è il Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) che offre una copertura economica per i dipendenti fino a 13 settimane, pari a 65 giornate di effettivo utilizzo nel caso di orario di lavoro settimanale distribuito su 5 giorni, a 78 giornate di effettivo utilizzo per un orario di lavoro settimanale distribuito su 6 giorni. Intervento, questo, pensato anche per i casi di sospensione dal lavoro dovute a situazioni climatiche». Per conoscere nel dettaglio le misure a disposizione e nel caso attivarle, le imprese possono rivolgersi agli uffici di Confartigianato che sono a loro più vicini. Per la Carnia e l’Alto Friuli quelli di Tolmezzo, Ovaro e Gemona. 

IL COMMENTO DI TILATTI - «Le nostre imprese - commenta il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti - non si sentano sole. Il sistema gli è accanto e sta lavorando alacremente per fornire alle aziende che sono state colpite dal maltempo tutti gli strumenti possibili per accellerare il ritorno alla normalità». Tilatti coglie l’occasione per una riflessione su quanto accaduto convinto che le cause naturali si accompagnino con la progressiva caduta degli investimenti pubblici che ha reso il Paese, e con quello la nostra regione, «più vulnerabile alle conseguenze dei cambiamenti climatici». Stando ai dati elaborati da Confartigianato a livello nazionale, la spesa per investimenti in Italia è caduta da 49,9 miliardi di euro del 2010 (valutata in media triennale) a 35,4 miliardi di euro del 2017, con una riduzione del 14,5 miliardi, pari al -29,1%. «Nel confronto internazionale - sottolinea con amarezza il leader degli artigiani provinciali e regionali - l’Italia è ultima in Ue per peso degli investimenti pubblici sul PIL. E’ ora di invertire il trend. Per salvaguardare il territorio esposto a rischio idrogeologico - conclude Tilatti - bisogna tornare ad investire»