10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Sigillo della città di Udine ad Aldo Ariis per la traversata atlantica di 35 anni fa

Il sindaco Fontanini ha ringraziato l'avventuriero e politico per la sua impresa che ha dato lustro al capoluogo friulano
Sigillo della città di Udine ad Aldo Ariis per la traversata atlantica
Sigillo della città di Udine ad Aldo Ariis per la traversata atlantica (Comune Udine)

UDINE - Domenica 11 novembre nel Salone del Parlamento, il sindaco Pietro Fontanini ha consegnato il sigillo della città al dott. Aldo Ariis, protagonista, trentacinque anni fa, della 'Traversata atlantica della Goletta Udine 1000', da Lignano Sabbiadoro al Venezuela. La consegna dell’onorificenza è stata un’occasione anche per ricordare i primi anni Ottanta e il clima politico e sociale che si respirava all’epoca, nel quale si inserisce a pieno titolo l’impresa di Ariis e del suo equipaggio, in gran parte presente in sala. A portare il loro saluto e la loro testimonianza, tra gli altri, l’assessore alla cultura del Comune di Udine Fabrizio Cigolot, il consigliere regionale Franco Mattiussi, l’ex presidente della Camera di Commercio Gianni Bravo, l’allora sindaco di Lignano Steno Meroi e il giornalista del Messaggero Veneto Paolo Medeossi.

«Il debito di riconoscenza che noi tutti abbiamo nei confronti di Aldo Ariis e del suo equipaggio - ha dichiarato il sindaco Pietro Fontanini - è legata soprattutto alla capacità di riportare la città di Udine al centro dell’attenzione nazionale, al punto da spingere l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini a scrivere una sentita lettera indirizzata simbolicamente al popolo friulano che in quegli anni si stava risollevando dalla tragedia del terremoto del 1976. Il fatto poi - ha proseguito Fontanini - che la traversata abbia avuto come punto di approdo il Venezuela credo non sia casuale; il Venezuela è infatti non solo il simbolo delle migrazioni che tantissimi friulani hanno dovuto affrontare in cerca di una vita economicamente migliore ma lontana dalla nostra terra, con la quale il legame non si è mai interrotto, ma anche il luogo in cui oggi i nipoti di quei migranti stanno affrontando una vera e propria crisi umanitaria, della quale non possiamo dimenticarci.

«È vero che il mondo è completamente cambiato rispetto a quel lontano 1983 ma credo che noi tutti oggi, come popolo friulano, dobbiamo ritrovare la consapevolezza di essere la parte più importante, non solo a livello numerico ma culturale, intellettuale e professionale, della Regione e quell’orgoglio grazie al quale abbiamo saputo risollevarci dalle macerie del terremoto diventando la locomotiva di questo Paese. Un grazie quindi ad Aldo Ariis per essere stato uomo delle istituzioni e per avere contribuito a rendere grande il nome della capitale del Friuli», ha concluso il sindaco.