10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Sigillo della città di Udine allo scienziato Mauro Ferrari

Si tratta del friulano a capo dello Houston Methodist Research Institute, uno dei principali sistemi ospedalieri degli Stati Uniti
Sigillo della città di Udine allo scienziato Mauro Ferrari
Sigillo della città di Udine allo scienziato Mauro Ferrari (M.F.)

UDINE - L'amministrazione comunale da tempo concede attestati di benemerenza volti a premiare persone, enti, associazioni e istituzioni che si sono distinti nei diversi campi e attività pubbliche e private. Un modo per testimoniare gratitudine a coloro che hanno saputo onorare il nome della città di Udine e ne hanno promosso l'immagine con opere concrete nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’industria, del lavoro, della scuola, dello sport, con iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico e quant'altro. In tale contesto, venerdì 16 novembre alle 12:30, nella sala giunta di palazzo D'Aronco, il sindaco Pietro Fontanini consegnerà il 'Sigillo della città' al professor Mauro Ferrari, presidente, amministratore delegato e professore dello Houston Methodist Research Institute, uno dei principali sistemi ospedalieri degli Stati Uniti. Dirige più di 2.300 dipendenti, compresi ricercatori e medici. 

CHI E' MAURO FERRARI - Nato nel 1959, dopo aver frequentato il liceo il Liceo Classico «Jacopo Stellini» ed essersi laureato in matematica all'Università di Padova, consegue il master (Ph.D.) in ingegneria meccanica all'Università di Berkeley, in California. Studia poi medicina presso l'Ohio State University. Lavora come assistente e professore associato in Scienza ed Ingegneria dei Materiali ed in Ingegneria Civile all'Università della California a Berkeley. È professore ordinario di Ingegneria Meccanica e di Medicina Interna e direttore del dipartimento di Ingegneria Biomedica alla Ohio State University (2000-2006). Contemporaneamente (2003-2005) è Special Advisor ed Eminent Scholar presso il National Cancer Institute a Bethesda, dove dirige la formulazione e il lancio del programma federale USA in nanotecnologia applicata al cancro, uno dei maggiori programmi al mondo in nanomedicina, con un investimento complessivo superiore al miliardo di dollari. In Texas (2006-2010) è professore ordinario di Medicina Interna e direttore del dipartimento di Nanomedicina (School of Medicine, University of Texas Health Science Center – Houston), professore ordinario di Terapie Sperimentali (University of Texas), professore aggiunto di Ingegneria Biomedica (University of Texas Austin) e di Ingegneria Meccanica (Università di Houston). Passa infine al Methodist Hospital Research Institute dove lavora tutt'oggi e dove ricopre anche le più alte cariche. Nel settore delle nanotecnologie ha pubblicato più di 350 pubblicazioni su riviste internazionali di cui 16 sulla rivista Nature e 7 libri. Ha ottenuto oltre 60 brevetti riconosciuti in Usa e internazionali; oltre 30 mila citazioni.

GLI STUDI ANTI-TOMORE - Ha cominciato a dedicarsi alla lotta contro i tumori dopo la perdita della prima moglie Marialuisa, deceduta a causa di un tumore a soli 32 anni. È lunghissima la serie di riconoscimenti che ha ricevuto che ne fanno uno dei più illustri 'Italiani nel mondo'. Su di lui è stato scritto un libro ed ha ottenuto la laurea honoris causa delle Università di Palermo e Napoli. Ha ricevuto il Premio Franca Florio, conferito agli scienziati italiani nel mondo, e il Premio Italiani nel Mondo dal Ministero degli Affari Esteri italiano. È sempre stato legato a Udine e al Friuli, dove ritorna frequentemente.