26 ottobre 2020
Aggiornato 04:30
Udine

Anomalie in un appalto: nel mirino la friulana Euro&Promos

Azienda che in passato è stata guidata dall’assessore regionale Bini. Nessuno scossone per la giunta, come conferma Fedriga

UDINE – Corruzione, falso e interruzione di pubblico servizio per il completamento dell'ospedale di Ragusa, frode nelle pubbliche forniture ai danni dell'Asp per oltre 3,5 milioni di euro nell'ambito dell'appalto pulizie, segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale di circa 4,5 milioni di euro. E' quanto emerge dall'operazione ‘Ethos’ della Guardia di Finanza di Ragusa che ha coinvolto un’azienda fiulana, la Euro&Promos, e che si è conclusa con la notifica dell'avviso di conclusione indagini, emesso dalla Procura iblea nei confronti di 26 persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti di imprese. I filoni investigativi hanno riguardato diversi aspetti della gestione dell'Asp di Ragusa.

INDAGINE DURATA OLTRE UN ANNO - L'indagine, durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell'Asp dell'intera provincia. L'appalto in argomento, del valore di 32 mln di euro, è stato assegnato ad una ditta di Udine, la Euro&Promos appunto, che fino a qualche mesa fa era presieduta dall’assessore regionale Emilio Bini.

LE PAROLE DI FEDRIGA - Assessore che, «all'epoca dei fatti non rivestiva alcuna carica politica, quando ebbe a ricevere le informazioni di garanzia, decise con la massima trasparenza, nonostante il segreto delle indagini e l'assenza di conoscenza degli atti del procedimento, di presentare una memoria per chiarire la propria estraneità ai fatti contestati». Lo dice all'Ansa Luca Ponti, legale dell'assessore Bini. Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga: «Si tratta di questioni aziendali che non riguardano la giunta ma un’azienda, spero nei tempi rapidi della giustizia come per ogni impresa coinvolta in fatti di questo tipo». Nessuno scossone in vista, quindi, per la giunta regionale, anche perchè Sergio Bini non risulta tra gli indagati.