19 giugno 2021
Aggiornato 11:00
L'inchiesta

Spaccio a Udine, un video svela le ombre di Borgo Stazione

Il filmato è stato realizzato in sole 5 ore passeggiando per le strade di via Roma e viale Europa Unita dal giornalista Giancarlo Virgilio

UDINE - Vendita di stupefacenti alla luce del sole in Borgo Stazione. Il reportage video, curato dal giornalista Giancarlo Virgilio, è nato sotto la spinta apolitica e propulsiva di alcuni commercianti e residenti del quartiere che hanno chiesto al videoreporter e ai suoi collaboratori di poter rendere visibile ciò che solitamente gli udinesi sono abituati a leggere esclusivamente a parole, sui giornali o in rete.

LA MOTIVAZIONE - Quello che una volta veniva definito il Quartiere delle magnolie, porta d'ingresso della città per migliaia di studenti, pendolari e turisti che giornalmente giungono a Udine utilizzando i treni o le corriere, da anni è al centro di numerosi episodi legati allo spaccio, alle risse e alla prostituzione. Già dal 2008, con la prima giunta Honsell, il quartiere finì al centro di una particolare attività di controllo che via via è poi andata a intensificarsi anche con alcuni provvedimenti adottati dalla nuova giunta Fontanini. In dieci anni, nonostante il lodevole ed encomiabile sforzo messo in campo da Comune, Questura, Polizia Locale, Carabinieri e Prefettura (attraverso diverse misure di contrasto e di prevenzione quali videosorveglianza, vigili di quartiere, vigilantes, sigilli e stretta sugli orari), lo spaccio al pubblico è ancora lì, in un'area di 100 metri quadri che parte dal giardino pubblico Giovanni Pascoli e arriva vicino ai binari che fiancheggiano viale Europa Unita.

IL REPORTAGE - Il mini documentario è stato realizzato a poche settimane dalla morte di Alice Bros, la studentessa 16enne deceduta per overdose all'interno dei bagni pubblici della stazione mercoledì pomeriggio 3 ottobre. Le immagini, catturate con microcamera e teleobiettivo, hanno richiesto inaspettatamente 5 sole ore di lavoro (di 5 giorni differenti) - a dispetto di quanto ipotizzato inizialmente dalla troupe - e l’utilizzo di tre differenti finti acquirenti, sempre monitorati da un partner a distanza.

LA SITUAZIONE SULLE STRADE - Coca, hashish, eroina, eroina gialla. Se escludiamo la marijuana, in Borgo Stazione è possibile trovare quasi tutto. Certamente l'offerta delle dosi a disposizione dipende dai giorni di arrivo, impacchettamento e smistamento, ma ogni giorno il mercato è aperto, specialmente nelle ore diurne, ovvero poco dopo la fine delle lezioni o durante le pause pasto. L'abbordaggio del pusher generalmente inizia qualche metro prima che avvenga l'incontro vero e proprio; inizia con uno sguardo  e pochi secondi dopo si concretizza con un saluto e una domanda («Ciao, come stai?»; «tutto bene?»; «hai una sigaretta?»). Un approccio quasi confidenziale finalizzato ad arrivare in breve tempo all'obiettivo («Serve qualcosa?») e agevolato se il pedone cammina con passo lento. Va detto che in alcuni momenti abbiamo necessariamente finto interesse durante i colloqui con gli spacciatori, ma a onor del vero siamo stati quasi sempre avvicinati - più di una decina di volte - senza  ricorrere a stratagemmi.

LE SENTINELLE - Certo non siamo nella Scampia di Gomorra, ma abbiamo osservato che anche Borgo Stazione ha un sistema di 'sentinelle e pusher' ben visibile. Gli spacciatori – spesso giovanissimi - sono circa una ventina, camminano in lungo e largo per le strade del quartiere, si scambiano dosi per il rifornimento e osservano sempre tutto, anche quando sembra che stiano al cellulare. E, a proposito di smartphone, in alcune scene tagliate uno spacciatore ha provato persino a darci il suo numero di telefono nel caso avessimo voluto rifornirci a domicilio. Chi ci sia dietro tutta questa attività illegale di certo non lo sappiamo, ma è evidente che qualche 'pesce grosso' rifornisce la piazza con puntualità.