23 aprile 2019
Aggiornato 00:30
L'intervento

Droga: dopo gli arresti di Udine al via un tavolo istituzionale

L'annuncio è dell'assessore Roberti che ha intenzione di contrastare ogni forma di attività illecita
Droga: dopo gli arresti di Udine al via un tavolo istituzionale
Droga: dopo gli arresti di Udine al via un tavolo istituzionale Polizia di Stato

UDINE - «La notizia dell'ennesima operazione legata al traffico di droga in Friuli Venezia Giulia che vede coinvolti richiedenti asilo, fortunatamente conclusa con l'arresto di svariate persone a Udine da parte delle forze dell'ordine, richiama - secondo l'assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti - l'assoluta necessità di creare una solida rete istituzionale fra Regione, Comuni, Prefetture, Questure e Tribunali al fine di agevolare uno scambio costante di informazioni utili, oltre che al supporto della fase di intervento, anche a dirigere la nostra attività legislativa e i relativi canali di finanziamento per contrastare ogni forma di attività illecita».

SARA' CONVOCATO UN TAVOLO ISTUTUZIONALE SULLA QUESTIONE - Complimentandosi con la Guardia di Finanzia e con la Procura di Udine per il brillante esito dell'operazione denominata Arachosia che ha condotto all'arresto di otto persone, sette delle quali richiedenti asilo di origine afghana e pakistana, Roberti annuncia che nei prossimi giorni scriverà a tutti gli enti coinvolti, invitandoli attorno a un tavolo «per definire tutti gli aspetti di un nuovo modo di agire, auspicabilmente ancora più efficace, da avviare per il bene comune e con totale spirito di servizio». «Negli ultimi mesi - evidenzia l'assessore, ricordando in primis la morte per overdose della 16enne palmarina nei bagni della stazione ferroviaria di Udine - stiamo assistendo a una pericolosa escalation di fatti criminosi legati alla droga, una piaga che si presenta sempre più dirompente sul nostro territorio».

SERVE L'IMPEGNO DI TUTTI - «L'impegno congiunto a livello istituzionale - sottolinea quindi Roberti - dovrà inevitabilmente sviluppare una riflessione sul costante incremento di atti criminosi che coinvolgono richiedenti asilo, anche alla luce - conclude l'assessore - di quanto previsto dal nuovo decreto Salvini su sicurezza e immigrazione in merito al proseguimento o meno del percorso di accoglienza per chi commette reati in Italia».