10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Moretuzzo riconfermato segretario del Patto per l’Autonomia

«La Giunta Fedriga sceglie di fare nuovi debiti, invece di ridiscutere i Patti finanziari con lo Stato che hanno messo in ginocchio l’economia regionale»
Moretuzzo riconfermato segretario del Patto per l’Autonomia
Moretuzzo riconfermato segretario del Patto per l’Autonomia (Patto)

UDINE - A neppure un anno dalla costituzione in movimento politico e a 7 mesi dalle elezioni amministrative che hanno sancito lo storico risultato di riportare, dopo oltre un ventennio, una forza autonomista in Regione, il Patto per l’Autonomia ha celebrato, domenica 2 dicembre nella sala polifunzionale di Campoformido, la sua prima assemblea generale. Un momento di confronto importante per fare il punto sul percorso intrapreso e sulle prossime sfide che attendono il partito. Riconfermato – nella quasi totalità – il direttivo uscente con il segretario Massimo Moretuzzo e il presidente Markus Maurmair. Accanto a loro, nella componente chiamata a tracciare le linee politiche del partito per il prossimo triennio, ci sono Elisabetta Basso, Mario Battistuta, Giampaolo Bidoli, Rossella Malisan, Fabrizio Mascarin, Diego Navarria, Oscar Olivo, Luca Paviotti, Federico Simeoni, Walter Tomada con le new entry Massimo Braini, Stefania Garlatti-Costa e Domenico Romano.

SOLO ALL'INIZIO DEL PERCORSO - «Siamo riusciti nell’impresa di portare in Consiglio regionale un movimento autonomista – spiega il segretario del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo –. Abbiamo scelto di correre da soli, svincolati dai partiti italiani. Ce l’abbiamo fatta grazie al nostro candidato governatore Sergio Cecotti, che si è messo al servizio della nostra causa, e grazie alla capacità di intessere relazioni degli aderenti al partito, di lavorare sul territorio. Un risultato storico, dal quale partiamo per costruire il futuro. Siamo ancora all’inizio di un percorso che parte dal basso, dall’iniziativa di un gruppo di cittadini e amministratori locali convinti della necessità di un impegno diretto in favore del territorio e delle comunità nell’effettivo esercizio e rivendicazione di autonomia, di autogoverno delle comunità del Friuli-Venezia Giulia. Continueremo a incontrare i cittadini, ad ascoltare le loro istanze, a farne tesoro nelle nostre azioni, perché il Patto per l’Autonomia è un movimento che vuole ricostruire un patto tra i territori di questa regione che sappia dare loro nuovo valore in una logica di rete e di riconoscimento delle specifiche funzioni e vocazioni, valorizzandone le differenze (storiche, linguistiche, economiche, ambientali…) e trasferendo ai territori stessi poteri non solo amministrativi, ma anche di progettazione del futuro e delle potenzialità di sviluppo».

LE PRIORITA' PER IL FUTURO - Moretuzzo non si è fermato alle dichiarazioni di principio, passando a indicare le priorità per il futuro. «Vogliamo ricostruire la Regione Autonoma per renderla nuovamente capace di dare una prospettiva di futuro alle sue comunità e al territorio. Per farlo, è prioritario ricostruire la specialità della Regione, sia in termini di competenze (ne vanno rivendicate di nuove, per esempio nell’istruzione), sia di risorse finanziarie ad essa spettanti. Va ripristinata una autonomia finanziaria, distrutta dai prelievi governativi e dalla dissennata acquiescenza dei trascorsi 10 anni di governo regionale. E invece la Giunta Fedriga che fa? Non solo non pretende, al di là dei proclami, che le venga restituito quanto le è stato sottratto negli ultimi anni per effetto dei Patti finanziari siglati da Tondo e Serracchiani (alla faccia del governo romano amico!) e in misura assolutamente maggiore rispetto alle altre Regioni, ma addirittura decide di fare debiti per 319 milioni di euro. Non c’è traccia di un piano straordinario per il lavoro per rilanciare la nostra economia, la peggiore del Nordest. Il Patto per l’Autonomia, invece, pensa sia indispensabile un piano straordinario di investimenti legato a un modello di sviluppo differente e sostenibile, capace di inserirsi in una cornice di sviluppo locale che si basa sulla ricerca di nuovi paradigmi. Il rafforzamento, o l’avvio ex novo, di flussi e sistemi economici locali (per esempio adottando una normativa regionale propria su appalti e lavori pubblici), sostenibili e capaci di valorizzare il capitale territoriale, è un presupposto imprescindibile da cui partire per la definizione di un nuovo modello di sviluppo. È tempo che le comunità e i territori del Friuli-Venezia Giulia si riapproprino della gestione dei beni comuni che una visione miope e poco lungimirante ha almeno parzialmente ceduto alle regole del mercato e della speculazione privatistica. Acqua, energia, foreste, beni collettivi, possono essere gli elementi attraverso i quali definire in tempi rapidi un nuovo sistema di governo delle risorse che appartengono a questa terra», ha spiegato il segretario del Patto per l’Autonomia, che ne ha evidenziato infine il carattere «fortemente europeista». «Le visioni sovraniste alla Salvini o alla Le Pen non ci appartengono. Ma certamente – ha concluso Moretuzzo – l’Europa deve superare i feticci degli Stati nazionali per diventare davvero, e noi daremo il nostro contributo in questa direzione, un’Europa dei popoli, dei territori».