10 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Strage di Natale: intitolato un parco alla memoria di uno degli agenti uccisi

Per il presidente del Consiglio regionale Zanin, non è umanamente sopportabile che una strage di quell'efferatezza, a così tanta distanza di tempo, non abbia ancora dei colpevoli
Strage di Natale: intitolato un parco alla memoria di uno degli agenti uccisi
Strage di Natale: intitolato un parco alla memoria di uno degli agenti uccisi (Polizia)

CASSACCO – Si è svolta a Cassacco la cerimonia con cui l'amministrazione comunale e la Polizia di Stato di Udine hanno reso onore alla memoria di Giuseppe Guido Zanier, tragicamente deceduto in servizio nella strage del 23 dicembre 1998 a Udine, assieme ad altri due colleghi, Adriano Ruttar e Paolo Cragnolino. Alla presenza del sindaco di Cassacco, del prefetto e del questore di Udine, insieme alle autorità civili e militari, c'è stata l'intitolazione del parco di via San Giusto, nella frazione di Montegnacco, alla memoria del poliziotto, Medaglia d’Oro al Valor Civile.

STRAGE ANCORA IMPUNITA - «La memoria deve servire in maniera ineluttabile a continuare a cercare la giustizia che ancora non c'è stata». Il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin ha voluto così sottolineare l'importanza di un impegno e di una aspirazione che non può venire meno, a margine della cerimonia di Cassacco. Esprimendo vicinanza ai familiari di Zanier e solidarietà alle forze di Polizia, il presidente del Consiglio ha ribadito che non è umanamente sopportabile, non solo da parte dei familiari ma anche dall'intera società civile, che una strage di quell'efferatezza, a così tanta distanza di tempo, non abbia ancora dei colpevoli.

LE PAROLE DI ZANIN - «Questo - ha detto Zanin - è un fallimento della convivenza civile generale perchè è particolarmente insopportabile il fatto che gli autori della strage siano ancora impuniti e girino tra di noi portandosi addosso questo grande fardello di orrore che hanno creato. Questo non li salverà - ha commentato Zanin – perché essendo anch'essi esseri umani, credo che nel profondo delle loro coscienze bussi con forza un rimorso e un senso di colpa che non può far vivere in maniera tranquilla».