10 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Manovra Fvg, servono cifre certe e chiarezza sugli investimenti

Preoccupate Cgil-Cisl-Uil, che chiedono un confronto con la Giunta: «Su spese e investimenti non c’è raffronto col 2018»
Manovra Fvg, servono cifre certe e chiarezza sugli investimenti
Manovra Fvg, servono cifre certe e chiarezza sugli investimenti (Diario FVG)

UDINE - «Siamo favorevoli al ricorso alla leva del debito, ma vogliamo capire nel dettaglio se la previsione di nuovi mutui per 320 milioni nel triennio risponde effettivamente a logiche di investimento o se serve piuttosto ad alimentare la spesa corrente». È quanto dichiarano i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Giacinto Menis, sollecitando un incontro in tempi urgenti con la Giunta sui contenuti della manovra di bilancio, «presentati e discussi finora – rimarcano ancora i segretari – solo attraverso anticipazioni giornalistiche e al di fuori di un chiaro quadro non solo sulle politiche di spesa, ma anche sulle entrate». In tema di entrate, entrando nello specifico, Cgil, Cisl e Uil chiedono «a cosa sia legata una previsione di flussi tributari che, sulla base delle relazioni tecniche alla Finanziaria 2019, appare in calo di 670 milioni rispetto al 2018, e come questo taglio, se sarà effettivo, sia destinato a impattare sulle dotazioni dei singoli capitoli».

I DUBBI DEL SINDACATO - Nel rivendicare «cifre certe e un confronto effettivo con le forze economiche e sociali prima che la manovra approdi in Consiglio», Pezzetta, Monticco e Menis esprimono preoccupazioni per i 23 milioni stanziati per l’istituzione di nuovi enti locali di area vasta, «frutto di una controriforma annunciata la cui unica certezza sembra quella di cancellare i risparmi attesi dal superamento delle Province», e chiedono lumi «sull’entità effettiva dei fondi stornati dal progetto sul polo turistico Pontebba-Pramollo, cassato dalla Giunta, e sulla dotazione residua di risorse previste per il rilancio di quell’area». Tra i nodi da chiarire, per i sindacati, anche «la dotazione complessiva del capitolo salute e l’impatto che avrà la legge di riassetto del servizio sanitario sulle linee di intervento in questo fondamentale settore, che assorbe il 50% della spesa corrente».

SERVONO CRESCITA E NUOVA OCCUPAZIONE - Scorrendo la lista delle misure elencate nella relazione tecnico-finanziaria, i sindacati giudicano positivamente gli interventi in materia di istruzione, dallo stanziamento di risorse per l’assunzione di personale Ata e docenti di sostegno nelle scuole ai nuovi programmi di formazione previsti sul fronte della sicurezza del lavoro, così come l’incremento del fondo sociale delle Ater e la conferma del sostegno al reddito per gli edili. Non mancano invece perplessità sulla destinazione dell’extra debito di 320 milioni del triennio: «In particolare – rimarcano i sindacati – ci sorprende constatare che sulla voce enti locali, sicurezza e immigrazione venga prevista una dotazione di risorse extra, 70 milioni, quasi tripla rispetto ai 25 milioni destinati a un comparto strategico come le attività produttive e superiore perfino ai 65 milioni dirottati sulla protezione civile per gli interventi di ripristino e messa in sicurezza delle aree colpite dal maltempo. Crediamo pertanto che sia indispensabile chiarire – concludono Pezzetta, Monticco e Menis – quali sono le misure specifiche che la Giunta pensa di finanziare in debito e se si tratti concretamente di interventi capaci di generare crescita, sviluppo e nuova occupazione».