12 dicembre 2018
Aggiornato 14:00

Referendum consultivo per chiudere il centro alle auto: la proposta del ‘Comitato Autostoppisti'

Il quesito è già stato presentato: ora servono 2 mila firme per farlo diventare realtà

UDINE – Mettere la parola fine all’ingresso delle auto nel centro storico di Udine, dando il via a un ripensamento dell’intera area per renderla sempre più accessibile per pedoni, ciclisti, mezzi pubblici. La richiesta arriva dal ‘Comitato Autostoppisti' che giovedì mattina si è presentato alla stampa lanciando un referendum per riappropriarsi del centro storico. A intervenire sono stati i tre promotori: Ivano Marchiol, Laura Frattasio e Veronica Sauchelli. «Il centro storico deve rinascere dalla zona a traffico limitato, a cominciare da una delle sue strade simbolo, via Mercatoecchio – hanno spiegato –. L’apertura indiscriminata delle auto non garantisce ai cittadini di muoversi liberamente e in sicurezza, non rispetta l’ambiente a la bellezza dei luoghi, non rende attrattivo il centro e non tutela le persone».

IL QUESITO REFERENDARIO - La strada per tornare a una zona a traffico limitato è un referendum consultivo, con il primo passo, la presentazione del quesito, che è già stato formalizzato grazie alla raccolta di 170 firme a sostegno: «Volete voi che nelle vie Mercatovecchio, Manin, prefettura (nel tratto compreso tra via Manin e via Lovaria), Sarpi, Valvason, Portanuova, della Banca, Molin Nascosto, Palladio, Stringher, Savorgnana (nel tratto compreso tra via dei Calzolai e via Stringher), piazzetta Valentinis, piazza della Libertà, Vittorio Veneto (nel tratto compreso tra piazza della Libertà e l’oratorio della Purità), piazza Marconi, riva Bartolini, piazza San Cristoforo, Florio, Sillio, Caiselli, venga istituita una zona nella quale il traffico veicolare dei privati sia vietato salvo spefiche deroghe?». Questo il quesito che ora, per diventare referendum vero e proprio dovrà essere sostenuto da 2 mila firme dei cittadini.

UN NUOVO MODO DI VIVERE IL CENTRO - «Lo strumento del referendum – affermano Marchiol, Frattasio e Sauchelli – è un’importante opportunità di partecipazione cittadina. Il centro di Udine è un bene di tutti, non solo dei residenti del centro o di chi vi lavora. Vogliamo un centro che sia più moderno, si avvicini alle altre città italiane ed europee che hanno abbracciato delle politiche urbane sostenibili, con tutte le positive conseguenze anche economiche. Un centro cittadino bello, pulito, funzionale e a misura di tutti». Secondo i promotori del referendum, «la riapertura al traffico rappresenta un grave passo indietro nel campo della mobilità urbana sostenibile e in quella della valorizzazione del centro».

CRITICHE A FONTANINI MA ANCHE A HONSELL - Quella del Comitato Autostoppisti non vuole essere un’azione politica, ma un primo passo per fornire una base di partenza per poi costruire il piano della mobilità. Non ci è riuscita l’amministrazione comunale guidata da Honsell («l’azione della politica negli ultimi anni si è dimostrata insufficiente in questo campo», sostengono i promotori del referendum), ha peggiorato le cose la giunta Fontanini («anziché sanare le manchevolezze ha deciso di andare in direzione diametralmente opposta»).