12 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
Udine

Maiarelli lascia la presidenza dell'Uti e attacca la Regione

Per il sindaco di Tavagnacco si sta svilendo il ruolo dei piccoli comuni. Shaurli critico parla di "discriminazione"
Maiarelli lascia la presidente dell'Uti e attacca la Regione
Maiarelli lascia la presidente dell'Uti e attacca la Regione

UDINE – Si chiude l’esperienza di Gianluca Maiarelli come presidente dell'Uti Friuli Centrale. La rottura si è consumata nei giorni scorsi, quando la Regione ha trattato direttamente con il Comune di Udine la fase di concertazione, concedendo 9,4 milioni di euro nei prossimi tre anni per una serie di opere pubbliche. Un atto che ha tagliato completamente fuori l’Uti Friuli Centrale. Un atto, quello di Maiarelli, che il segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli, ha definito «forte e coraggioso».

LE MOTIVAZIONI DI MAIARELLI - «Nelle ultime settimane – spiega Maiarelli - abbiamo condiviso in assemblea il piano degli investimenti 2019-2021 presentato alla Regione, un documento frutto di sintesi e mediazione tra i diversi Comuni e che avrebbe permesso a un pezzo di territorio importante come il nostro, di presentarsi unito. È stato dunque sorprendente, ma anche svilente del ruolo dell'assemblea, scoprire a quel tavolo che i fondi destinati dalla Regione all'Uti Friuli Centrale avrebbero riguardato anche opere mai discusse e tanto meno condivise da noi sindaci». Da qui la richiesta di chiarimenti, a cui è seguita la conferenza stampa. «Quest'ultimo episodio rende evidente come, a prescindere dal ‘contenitore’ istituzionale, si siano ridotte sempre più, fino a mancare definitivamente, le condizioni politiche dello stare assieme. Un'opportunità che invece crediamo essere determinante perché capace di garantire, oltre a servizi più efficienti, anche idee, progettualità e visioni in grado di offrire un'immagine unitaria e condivisa del sistema urbano udinese, il più importante della nostra Regione». Questo lo sfogo di Maiarelli, che mette in evidenza come i piccoli comuni sono destinati a essere penalizzati: «E' un processo di 'chiusura' che da subito penalizzerà alcuni ma che domani rischierà di trasformare la città da capitale del Friuli a capitale di sé stessa».

L'ATTACCO DI SHAURLI - Per Shaurli «assistiamo a un'operazione vergognosa, a una vera e propria discriminazione, perché «l'80% degli abitanti della regione, cioè i concittadini che vivono in comuni che fanno parte di Unioni territoriali, riceveranno nel 2019 meno risorse di quante la Giunta regionale ha dato al restante 20%. Un arbitrio ancor più grave dato che in sette mesi Fedriga non è stato capace di proporre una riforma degli Enti Locali». «Dalla discriminazione si passa allo scandalo - indica Shaurli - se si guarda a come sono state assegnate le risorse: nessuna graduatoria o criterio, semplicemente la trattativa diretta con l'assessore Roberti che ha prodotto il premio per alcuni e la punizione per altri».