8 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Il dato

Case Ater: in Fvg più di 8 mila persone attendono un alloggio

Il dato è stato reso noto dall'assessore Pizzimenti: famiglie entrate in graduatoria ma senza assegnazione
Case Ater: in Fvg più di 8 mila persone attendono un alloggio
Case Ater: in Fvg più di 8 mila persone attendono un alloggio Diario di Udine

UDINE - «La sfida del 2019 per il sistema Ater Fvg sarà trovare il metodo per velocizzare le procedure di cantierizzazione e trasformare nel più breve tempo possibile le risorse disponibili in opere realizzate». Questo il commento dell'assessore regionale al Territorio, Graziano Pizzimenti, a margine della conferenza stampa nel corso della quale a Udine è stato presentato il bilancio sociale 2017 delle Aziende territoriali per l'edilizia residenziale.

8 MILA FAMIGLIE ATTENDONO UNA CASA - «I numeri presentati dimostrano che le Ater costituiscono un sistema imprescindibile sia per il ruolo sociale sia per quello economico che rivestono a livello regionale», ha proseguito l'assessore, evidenziando come «non solo 53 mila cittadini residenti sono in affitto in 26 mila alloggi popolari di proprietà Ater, ma il sistema ha anche una ricaduta economica sul mondo imprenditoriale per 37 milioni di euro, pari all'81% del totale di quanto Ater investe». La necessità di immettere nuovi alloggi di edilizia popolare emerge dal numero ancora alto della richiesta di case sociali in Friuli Venezia Giulia, dato che si prospetta in crescita: nel 2017 oltre 12.700 famiglie si sono rivolte all'edilizia sociale pubblica per avere una casa. Nello stesso anno, su tutto il territorio regionale sono stati complessivamente assegnati 569 alloggi, ma il 65% della domanda di case popolari resta ancora inevasa (complessivamente 8.000 domande). I nuclei famigliari che occupano appartamenti gestiti dalle Ater rappresentano il 29% delle famiglie della regione che risiedono in affitto. Pur con qualche differenza tra le diverse aziende, complessivamente nel 2017 il canone medio mensile è stato di 119 euro.

NUOVI CRITERI CON IL 2019 - «Nel bilancio appena approvato abbiamo messo a disposizione 17 milioni di euro per investimenti sull'edilizia sovvenzionata e per una minor parte sulla agevolata, a cui si aggiungono fondi nazionali per 9,2 milioni nel triennio destinati alla manutenzione straordinaria», ha specificato Pizzimenti, ricordando inoltre «gli ulteriori 13 milioni per il Fondo sociale e i 400 mila euro aggiuntivi destinati esclusivamente ai nuclei monoparentali». Con il 2019 entreranno in vigore i nuovi criteri di assegnazione che prevedono la residenza in regione da almeno 5 anni e l'asseveramento, per gli aspiranti inquilini extracomunitari, della mancanza di immobili di proprietà nel paese di provenienza, tramite certificazione dell'Ambasciata. «Ciò comporterà sicuramente - è stato il commento dell'assessore - un più ampio accesso di cittadini italiani agli alloggi, dato che potremo valutare solo a pieno regime». I primi bandi con i nuovi criteri partiranno nel Pordenonese già a gennaio in 9 dei 10 comuni che posseggono alloggi Ater (con la sola esclusione del capoluogo che richiederà tempi più lunghi di predisposizione del bando).

I NUMERI - La fotografia del bilancio sociale 2017 è anche quella dei primi dati che tengono conto pienamente degli effetti dell'entrata in vigore della legge regionale 1/2016 di riforma del sistema ed in particolare dell'introduzione del calcolo del reddito sulla base dell'Isee e non dell'Irpef. Ne emerge che, nel 2017, il 61% degli inquilini di edilizia sovvenzionata appartiene alla fascia Isee più bassa (quella fino a 10mila euro) con un canone medio applicato di 68 euro. La composizione media dei nuclei famigliari è di 2 unità. Per quanto riguarda la distribuzione degli inquilini Ater sul territorio regionale, la percentuale più elevata si registra nell'area di Trieste (38%), seguita da Udine (28%), Gorizia (15%), Pordenone (15%) e Alto Friuli (4%). Attualmente la presenza di cittadini extracomunitari nelle famiglie Ater della regione si attesta al 13%. Spostando l'attenzione sulla titolarità del contratto, per il 92% è in capo a cittadini italiani e per il 7% a cittadini provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione Europea. I contratti di locazione stipulati nel 2017 sono prevalentemente relativi a italiani (in media 71%), per il 24% a cittadini non appartenenti all'Unione Europea e, infine, per il 5% a cittadini comunitari.