22 novembre 2019
Aggiornato 05:30
L'intervento

Tagli alla rivalutazione, in Fvg sarebbero colpiti 183 mila pensionati

Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil: “Si fa cassa anche sugli assegni medio-bassi. Pronti a mobilitarci”
Tagli alla rivalutazione, in Fvg sarebbero colpiti 183 mila pensionati
Tagli alla rivalutazione, in Fvg sarebbero colpiti 183 mila pensionati Adobe Stock

UDINE - Rivalutazione tagliata a quasi un pensionato su due della nostra regione. Questa la beffa che si materializzerà dal 1° gennaio 2019 se Governo e Parlamento daranno seguito all’emendamento alla legge di bilancio che rinvia di tre anni il ritorno a un meccanismo di rivalutazione, quello in vigore fino al 2011, che fosse in grado di tutelare il potere d’acquisto dei pensionati italiani. «Ancora una volta e in spregio alle tante illusioni dispensate a destra e a manca prima e dopo le elezioni – denunciano i segretari regionali dei sindacati pensionati Ezio Medeot (Spi-Cgil), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Magda Gruarin (Uilp-Uil) – siamo di fronte a un Governo pronto a fare cassa con i pensionati. Una scelta non soltanto profondamente ingiusta, ma che suona addirittura beffarda se paragonata ai contenuti iniziali della manovra, che prospettavano addirittura l’introduzione della cosiddetta pensione di cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2019».

IN FVG INTERESSARI 183 MILA PENSIONATI - Se le prospettate misure sulle cosiddette pensioni d’oro, così come sono state tratteggiate, interesseranno un’esigua platea di pensionati, il rinvio della piena rivalutazione per tutte le pensioni di importo superiore a 3 volte la minima interesserà oltre 7 milioni di pensionati a livello nazionale e ben 183 mila in Friuli Venezia Giulia, più della metà della platea complessiva. «Tra questi anche moltissimi pensionati con reddito medio basso – denunciano i sindacati – considerato che i tagli alla perequazione sono previsti a partire dalla soglia di 1.530 euro di reddito lordo mensile, poco più di 1.200 euro al mese. Sarebbe l’ennesimo furto alle pensioni medio-basse, già penalizzate non solo da un meccanismo penalizzante di adeguamento all’inflazione, ma anche da un livello di tassazione che è tra i più alti d’Europa».

PRONTI ALLA MOBILITAZIONE - Ecco perché i sindacati rilanciano i contenuti della piattaforma unitaria sulle pensioni, ignorata dal Governo, e sono pronti, se sarà necessario, a decidere mobilitazioni anche a livello locale, per protestare contro «il reiterarsi di decisioni sbagliate e punitive verso una fascia di popolazione che avrebbe piuttosto bisogno di essere aiutata e sostenuta». Quello che serve ai pensionati e al Paese, concludono Medeot, Pizzolitto e Gruarin, «sono leggi capaci di difendere il potere di acquisto e di rafforzare il welfare, anche attraverso una più efficace lotta all’evasione fiscale e all’introduzione di misure, come una tassa sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, capaci di redistribuire la ricchezza e di rilanciare consumi e investimenti produttivi».