21 aprile 2019
Aggiornato 18:30
L'annuncio

Banche Venete, diventa realtà il Fondo Indennizzo Risparmiatori

La soddisfazione di Puschiasis di Consumatori Attivi, che spiega chi può averne diritto
Banche Venete, diventa realtà il Fondo Indennizzo Risparmiatori
Banche Venete, diventa realtà il Fondo Indennizzo Risparmiatori

UDINE - Nel maxiemendamento approvato nella notte in Senato, l'articolo 38 della legge di bilancio istituisce il Fondo Indennizzo Risparmiatori (Fir). Un risultato frutto di un'ulteriore mediazione tra le associazioni dei risparmiatori (tra le quali Consumatori Attivi per il Fvg) recatesi a Roma il 20 dicembre 2018.

Chi potrà accedere al Fondo

Il nuovo testo, come spiega la presidente di Consumatori Attivi, Barbara Puschiatis, prevede in sintesi che possano accedervi tutti coloro che hanno subito un pregiudizio ingiusto dalle loro controllate messe in liquidazione tra il 16 novembre 2015 e il primo gennaio 2018. «Quindi anche i vecchi azionisti di Banca Popolare Udinese», assicura Puschiasis. 
Destinatari dell'indennizzo saranno le persone fisiche, gli imprenditori individuali anche agricoli o coltivatori diretti, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, nonché le imprese con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di fatturato o bilancio annuo.

A quanto ammonterà il ristoro

Il ristoro sarà pari al 30% del prezzo di acquisto delle azioni, detratti i dividendi e non supererà, ad azionista, i 100.000 euro. Il 30% potrà essere aumentato se ci saranno ulteriori risorse disponibili. L'accesso al fondo sarà automatico, con la presentazione ad una commissione ad hoc del Mef della domanda di liquidazione dell'indennizzo. «Entro 30 giorni - aggiunge Puschiasis - verrà adottato il decreto attuativo. Entro 180 dovranno essere presentate le domande di accesso su moduli predisposti". Entro fine anno il maxiemendamento approderà alla Camera per poi diventare legge 

I punti critici

I punti critici e sui quali Consumatori Attivi è determinata a non mollare proseguendo la sua battaglia anche dopo l'adozione della legge di bilancio sono: ristoro del 30% anziché integrale, non cumulabilita dei ristori con l'indennizzo del fondo, soluzione da trovarsi come da noi proposto per gli azionisti indebitati a causa delle azioni. «Sicuramente siamo davanti a un traguardo epocale perché mai era stato istituito un Fondo per ristorare i risparmiatori dalle crisi bancarie - evidenzia Puschiasis -. E' il risultato di una battaglia portata avanti con grande determinazione e impegno. Molto c'è ancora da fare, ma siamo consapevoli di aver creato un modello che per altro non incide in nessun modo sulla fiscalità generale attingendo dai conti dormienti. Ora speriamo solo che il meccanismo automatico di accesso al fondo pensato dal Mef non porti alla bocciatura del fondo da parte dell'Ue".