16 giugno 2019
Aggiornato 05:00
CASARSA

La mostra 'Mamma Roma' aperta anche durante le festività natalizie

Dal 29 dicembre spazio anche alla proiezione gratuita del film con Anna Magnani
La mostra 'Mamma Roma' aperta anche durante le festività natalizie
La mostra 'Mamma Roma' aperta anche durante le festività natalizie

CASARSA - Si arricchisce la proposta per le feste del Centro studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, dove è in corso la mostra ‘Mamma Roma di Piero Paolo Pasolini nelle foto di Divo Cavicchioli e Angelo Novi’, che sarà ospitata a casa Colussi fino al 24 febbraio 2019. Si aggiunge infatti l'opportunità di arricchire la visita con la visione del celebre film diretto nel 1962 da Pasolini e interpretato da una superba Anna Magnani e testimoniato dai 62 scatti in mostra. Infatti, cominciando con sabato 29 e domenica 30 dicembre, ultimo fine settimana dell'anno, proseguendo poi per tutti i sabati e le domeniche di gennaio, ‘Mamma Roma’ verrà proiettato con ingresso gratuito negli spazi del Centro, con inizio alle 16.30 La mostra, anch'essa a ingresso libero, in questi giorni di festività natalizie sarà aperta con i seguenti orari: domani, giovedì 27 e venerdì 28 dicembre dalle 15 alle 19, sabato 29 e domenica 30 dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30, lunedì 31 dicembre e martedì 1. gennaio è chiusa, mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 gennaio dalle 15 alle 19, sabato 5 e domenica 6 gennaio dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30.

‘Mamma Roma 
di Pier Paolo Pasolini’ sta suscitando un notevole interesse, richiamando  visitatori dall’Italia e dall’estero attirati dalle suggestioni legate a uno dei film più celebri della Magnani, impegnata qui in un ruolo di vibrante passione (il nuovo grido finale lancinante ‘Francesco!!’ di Roma città aperta qui diventa ‘Ettore…’ e la Magnani si riconfermò la Mater Dolorosa italiana, tragica e poderosa) per il quale Pasolini l’aveva cercata e voluta. Un film che appartiene alla trilogia romana – Accattone, Mamma Roma, La ricotta – nata dall’ amore di Pasolini per
 i sottoproletari, gli stessi che ha descritto e ai quali ha dato voce nei primi romanzi. I quartieri di Testaccio, del Pigneto, del Tuscolano e
 del Parco degli Acquedotti fanno così il loro ingresso poetico nel cinema italiano.

Le 62 foto in mostra, suddivise in sei sezioni e accompagnate da didascalie che documentano tutti i luoghi un cui sono ambientate,  sono state selezionate a partire da un fondo di ben 1.330 negativi dell’archivio Cavicchioli conservati nel Centro Cinema Città di Cesena diretto da Antonio Maraldi, curatore della mostra al Centro studi, e l’eccezionalità dell’esposizione di Casarsa risiede nel fatto che alcune delle fotografie si vedranno per la prima volta. Fino ad oggi sono infatti circolati gli scatti di Angelo Novi, che con Pasolini costruì poi un duraturo sodalizio. Ma su quel set fu in azione anche Cavicchioli, celebre fotografo di scena e titolare di un avviato studio per il quale Novi lavorava. Non potendo seguire direttamente il film mandava in sua sostituzione Novi, che in quel periodo muoveva i primi passi nel mondo del cinema. Ecco, dunque, che al Centro Studi Pasolini sono esposte le foto di entrambi.