25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
La polemica

Iacop (Pd): «Fedriga umilia i sindaci, 'Province speciali' tutori dei Comuni»

Per il consigliere regionale «saranno isolati i Comuni che si occuperanno quindi solo delle funzioni più semplici»
Franco Iacop
Franco Iacop Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «Con l'annuncio di fine anno Fedriga toglie i veli sugli enti locali: le nuove Province faranno da tutori ai Comuni, che verranno ridotti a svolgere le funzioni più elementari. La riforma non è altro che l'umiliazione politica e amministrativa dei sindaci». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Franco Iacop, commentando l'annuncio del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga di creare le nuove Province speciali.

«Durante la conferenza stampa di fine anno Fedriga ha mantenuto la logica di questa maggioranza di centrodestra, ossia quella degli annunci. Ora si legge chiaramente il disegno che il centrodestra ha riguardo alla nuova area vasta, la cosiddetta 'Provincia speciale'. Un ente intermedio a elezione diretta, quindi soggetto politico indipendente, che viene eletto contestualmente all'elezione del Consiglio regionale. In tutto ciò traspare in maniera altrettanto evidente un altro fine: riuscire a ottenere dei nuovi enti che abbiano lo stesso segno politico della Regione».

Secondo Iacop, «in questo disegno si conferma che questi enti intermedi siano titolari delle funzioni sovra comunali forti, cioè a impatto territoriale e a valenza strategica e pianificatoria, sopra la testa dei Comuni, quindi le decisioni dei sindaci. Adesso si comprende meglio perché si sono volute azzerare tutte le esperienze di collaborazione fra Comuni e quindi sfrangiare il lavoro coordinato nelle amministrazioni locali, oltre ai 23 milioni tolti ai Comuni e allocati agli enti di area vasta. Verranno dunque isolati i Comuni che si occuperanno quindi solo delle funzioni più semplici. Un'umiliazione per i sindaci che nei confronti delle proprie comunità hanno preso impegni precisi e che ora non potranno più onorare se non chiedendo il permesso a chi guiderà le nuove Province».