17 settembre 2019
Aggiornato 15:00
L'intervento

Migranti, Shaurli: «Viminale supplisce al fallimento di Fontanini»

Il segretario dem commenta l'intervento della Prefettura che ha rinnovato l'accoglienza dei migranti legati al progetto Aura nonostante la contrarietà del sindaco
Migranti, Shaurli: «Viminale supplisce al fallimento di Fontanini»
Migranti, Shaurli: «Viminale supplisce al fallimento di Fontanini» Diario di Udine

UDINE - «La Lega in Friuli Venezia Giulia si è scagliata per anni contro l'accoglienza diffusa, e oggi il Ministero di Salvini deve andare in supplenza del sindaco di Salvini a Udine. Perché quando la Prefettura di Udine si sostituisce al Comune per proseguire il progetto Aura e garantire l'accoglienza diffusa dei migranti, siamo alla certificazione del fallimento di Fontanini». Lo afferma il segretario del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando la decisione della Prefettura di Udine di stipulare convenzioni, a seguito dell'emissione di bandi appositi, con le associazioni che già si occupavano di gestire i migranti nel capoluogo friulano, dopo che il sindaco Pietro Fontanini aveva confermato che non sarebbe stato rinnovato il progetto 'Aura' per l’accoglienza diffusa scaduto il 31 dicembre.

Evitato che 300 migranti finissero per strada

«Quando dalle parole si passa ai fatti concreti diventa palese - indica Shaurli - tutta la strumentalità di Fontanini e della propaganda leghista: i migranti erano 'colpa' del buonismo della sinistra, diceva pochi mesi fa, adesso che la Lega governa tutto si guardi allo specchio e troverà un altro responsabile. Da quando è sindaco, i migranti non sono diminuiti né trasferiti come prometteva: lui ha smontato un progetto che funzionava e il Governo deve mettere una pezza alla sua incompetenza, per evitare che circa 300 persone finiscano nelle strade di Udine».

Lo scetticismo di Shaurli

«Per un pugno di voti - aggiunge l'esponente dem - Fontanini ha giocato sulla pelle delle persone, udinesi e richiedenti asilo insieme, non ha ottenuto alcun alleggerimento di numeri ed anzi indebolisce un percorso di accoglienza diffusa che serviva a fare integrazione e quindi sicurezza. In perfetta sintonia - conclude Shaurli - con i tagli di Fedriga e Roberti ai fondi per l'integrazione, che sono mirati a creare più insicurezza e rabbia sociale».