17 giugno 2019
Aggiornato 01:30
Resia

Invettiva del parroco contro le cosce troppo scoperte in chiesa

Don Alberto Zanier se l'è presa con le ragazza classe 1999 che indossavano gonne troppo corte: «La Chiesa non è una balera o un boudoir!»

RESIA – Non lascia spazio a fraintendimenti la presa di posizione di don Alberto Zanier, vicario parrocchiale a Resia, che punta il dito contro le ragazze presenti a messa per aver indossato gonne troppo corte. «A San Daniele c’è crisi – scrive su un foglio posizionato nelle chiese della parrocchia –. Le famose cosce di prosciutto soffrono il mercato. Ma a Resia un altro tipo di cosce non conosce ombra di crisi. Pochi giorni fa potevamo assistere, infatti, a una bella carrellata di cosce ben in vista! Ma ahimè non di prosciutto San Daniele DOP: magari! Ma suadenti e sinuose cosce femminili che facevano la loro bella comparsa al di sotto di mini (troppo mini) gonne di baldanzose adolescenti nel pieno della loro esuberanza». Il riferimento del parroco è alla messa del primo gennaio, a cui hanno partecipato anche i coscritti del 1999.

Una mancanza di rispetto per tre aspetti

Per don Alberto c’è stata una mancanza di rispetto per tre aspetti: verso il corpo della donna, verso gli altri e verso il sacerdote. «Mostrare carne al vento a più non posso – continua il sacerdote nella sua invettiva – è una gravissima forma di maleducazione verso chi mi sta vicino perché potrei urtare la sua sensibilità o addirittura provocare la sua sessualità. E la dignità femminile dov'è? Certe scene da film hard sono lesive della dignità della donna stessa, che da un lato denuncia le molestie, dall'altro non si accorge di diventare merce essa stessa».

L'accusa alle madri

Don Alberto chiude così il suo scritto addossando la responsabilità dell’accaduto alle madri: «La Chiesa non è una balera o un boudoir! E in tutto questo di chi è la colpa? Delle ragazze? Ma anche no. Delle mamme. Care mamme, quando le vostre figlie escono di casa vedete come vanno in giro? Come vanno vestite a Messa?». Un intervento che sta facendo discutere nella comunità di Resia, e come spesso accade, i pareri sono contrapposti, tra chi si schiera con il parroco e chi parteggia per la libertà di 'espressione' anche in chiesa.