20 settembre 2019
Aggiornato 04:00
Udine

Disagio familiare: un incontro per inquadrare il fenomeno e trovare le strade per uscirne

Nel Centro culturale di via Pracchiuso sono intervenuti esperti e professionisti che operano in questo ambito
Disagio familiare: un incontro per inquadrare il fenomeno e trovare le strade per uscirne
Disagio familiare: un incontro per inquadrare il fenomeno e trovare le strade per uscirne Diario di Udine

UDINE - Nei giorni scorsi, nel Centro culturale di via Pracchiuso, si è svolto un incontro aperto al pubblico sul tema del disagio familiare e delle possibili risorse istituzionali e professionali volte alla risoluzione del conflitto all’interno della Famiglia.
Centrale il ruolo dei rappresentanti della Questura di Udine, Francesco Leo e Mara Liezzi, che hanno declinato gli strumenti di prevenzione attualmente a disposizione nel nostro sistema giuridico.

Alcuni degli strumenti a disposizione 

Importanti sono stati i dati che ci hanno fornito rispetto all’efficacia dell’ammonimento nei casi di stalking quale intervento esaustivo di risoluzione nei casi di molestie. Gli ammonimenti messi in atto a Udine hanno avuto il 100% di efficacia rispetto alle richieste di intervento.
Rilevante anche lo strumento di allontanamento agito contro chi compie atti di violenza all’interno della rete parentale, differente e molto più rapido rispetto allo strumento di allontanamento delle vittime nelle strutture protette; questo aspetto relativo alla minore tempistica di intervento significa altresì maggiore tutela anche nei confronti dei minori che molto spesso sono coinvolti all’interno della violenza familiare.

L'origine dei conflitti

A seguire, la dottoressa Padulazzi ha centrato il suo intervento sulla necessità di operare in rete tra professionisti per accogliere i loro bisogni sempre più specifici. All’interno della coppia emerge la difficoltà del riconoscimento dell’altro, altro come alterità che deve poter emergere nel riconoscimento del ruolo, dei sentimenti, delle aspettative e dei bisogni di uomo o donna e di genitore.
L’avvio al percorso di mediazione familiare come prassi per la separazione coniugale può essere una riposta a questi bisogni di costruire un nuovo futuro con un livello di comunicazione attivo e funzionale alla genitorialità.
A conclusione, molte le domande del pubblico presente che hanno permesso ai mediatori Gaddo de Anna ed Elena Mazzocchi, di intervenire nello specifico confrontandosi nelle realtà familiari disfunzionali con le quali ci si confronta all’interno del percorso mediativo, realtà che spesso ritornano ad essere funzionali dopo che il conflitto viene affrontato e risolto.
Se il conflitto viene evitato, non riconosciuto o veicolato al di fuori della coppia, è probabile che permanga nutrendosi di rancori e rabbie inespresse che fungono da veleno e sottendono una mancanza di separazione reale dal passato e dall’altro che permane comunque nella vita come ostacolo alla possibilità di ricostruire nuove relazioni serene e appaganti.