18 settembre 2019
Aggiornato 07:30
L'operazione

Traffico illecito di rifiuti: perquisizioni e sequestri in Friuli

I carabinieri del Noe di Udine hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare a carico di amministratori e personale di una società del settore in provincia di Trieste
Traffico illecito di rifiuti: perquisizioni e sequestri in Friuli
Traffico illecito di rifiuti: perquisizioni e sequestri in Friuli Carabinieri

UDINE - Perquisizioni e sequestri per oltre un milione di euro sono stati effettuati nella giornata di martedì 29 gennaio a opera dei carabinieri del Noe di Udine a conclusione di un'indagine coordinata dalla Dda di Trieste per contrastare il traffico illecito di rifiuti.
I militari dell'Arma hanno anche eseguito tre ordinanze di custodia cautelare a carico di amministratori reali e di fatto e di personale di una società del settore in provincia di Trieste.

Sequestrata l'azienda

L'azienda è stata sequestrata, così come gli automezzi utilizzati. I provvedimenti sono stati eseguiti in Fvg, Lombardia, Veneto e Puglia, in collaborazione con i militari dei Gruppi Tutela Ambientale di Milano e Napoli e con l'ausilio dell'arma territoriale. Ulteriori decreti di perquisizione e sequestro sono in corso di esecuzione a carico di altre tre società - allo stato non indagate - operanti nel settore del trattamento rifiuti a Bari, Brescia e Venezia. Perquisizioni personali e sequestri sono stati emessi anche a carico di altri tre indagati in provincia di Trieste, Gorizia e Venezia.

2 milioni di euro il volume d'affari illecito

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, attraverso i suoi autisti e con i suoi mezzi, la società oggetto d'indagine raccoglieva i rifiuti speciali su tutto il territorio nazionale, rilasciando agli interessati (per lo più gommisti) falsi formulari e destinando tali rifiuti direttamente a impianti compiacenti siti in Lombardia, Veneto e Puglia, senza passare attraverso l'impianto sito in provincia di Trieste per il trattamento necessario, come invece la normativa di settore prevede. L'azienda riusciva così a ottenere ricavi eliminando quasi del tutto quelle che sarebbero state le spese di gestione e trattamento del rifiuto, generando un volume di affari illecito pari a circa 2 milioni di euro.