20 aprile 2019
Aggiornato 17:00
Udine

Mazzocato contro l’aborto: «La donna che fa questa scelta è una donna debole»

Omelia dell'arcivescovo in occasione delle Giornata della Vita, che critica anche le strutture che favoriscono l'interruzione di gravidanza
Monsignor Mazzocato
Monsignor Mazzocato Ufficio Stampa

UDINE - Nella sua omelia in occasione delle Giornata della Vita, l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato ha puntato il dito contro l’aborto e contro le donne che scelgono questa pratica, giudicandole «deboli».

Le parole di monsignor Mazzocato

«Quando inizia a formarsi nel grembo materno, che spontaneamente lo accoglie e subito comincia a nutrirlo,  quel bambino è di Dio il quale già lo conosce, lo ama e lo vuole perché abbia la gioia di vivere  una vocazione e un destino eterno - queste le parole di Mazzocato, pronunciate sabato al Santuario della Beata Vergine delle Grazie, a Udine -. Se qualcuno si intromette per condannare alla morte quel piccolo che inizia a formarsi nella mamma, si assume la responsabilità di distruggere con violenza un progetto di Dio e di compiere un atto sacrilego perché mette le mani, senza rispetto, su un consacrato a Dio».

La debolezza delle donne

«Quando si dimentica questa verità - continua l’arcivescovo - il piccolo che appare nel grembo di una donna diventa  il più debole e indifeso tra gli uomini. Egli, infatti, resta in balia solo degli uomini i quali si comportano con lui come se fosse loro proprietà e purtroppo non sempre la loro volontà è buona nei suoi confronti. È considerato come proprietà della mamma che deve decidere se tenerlo o no. E, ahimè, troppo spesso quella mamma è debole quanto il piccolo che ha nel grembo. Sono convinto che nessuna donna vorrebbe rifiutare il figlio che porta dentro di sé, ma nella debolezza può cedere. Avrebbe bisogno di persone vicine che la capiscono, che la sostengono, che affrontano con lei la gravidanza e il futuro. Si trova, invece, sola o affiancata da chi la spinge a risolvere il problema eliminandolo; solo che non si tratta di un problema, ma di un bambino».

La critica a chi favorisce l’interruzione della gravidanza

«Oggi, come dicevo - prosegue nel suo ragionamento Mazzocato - la donna che resta incinta ed è in difficoltà ad accogliere un figlio si trova facilmente in balia di strutture e persone che piuttosto la orientano e la sostengono verso l’aborto con la tutela anche della legge. Questa legge nasce da un peccato di origine: abbiamo dimenticato che ogni persona umana è sacra fin dal suo concepimento perché Dio l’ha conosciuta, amata e consacrata a sé fin da quel momento. Contro questa verità nessuna legge deve andare. Quando, poi, si dimentica questa verità la legge rischia di non avere più limiti. Fanno rabbrividire le notizie, sperando che non siano vere, che in certi stati si vuol rendere legale l’uccisione di un bambino anche fino al nono mese di gravidanza. Fanno rabbrividire, ma purtroppo non meravigliano perché quando una società diventa cieca anche le sue leggi non hanno più confini. Preghiamo, allora - conclude l’arcivescovo - senza stancarci per il nostro Friuli povero di bambini e anch’esso, purtroppo con non pochi aborti».