20 aprile 2019
Aggiornato 08:30
Commercio

Sut (M5S): «Limitare le aperture 'selvagge' per tutelare il commercio nei centri storici»

Il deputato interviene dopo l'avvio della discussione sul disegno di legge che regolamenta le aperture domenicali e festive degli esercizi
Sut (M5S): «Limitare le aperture 'selvagge' per tutelare il commercio nei centri storici»
Sut (M5S): «Limitare le aperture 'selvagge' per tutelare il commercio nei centri storici» Ufficio Stampa

PORDENONE – «Mai più chiusure dei negozi nei centri storici, come sta avvenendo ai magazzini Boranga di Pordenone. La proposta di legge presentata alla Camera dalla nostra maggioranza corre in soccorso di attività come il famoso negozio pordenonese, costretto ad abbassare le saracinesche anche a causa dal proliferare dei centri commerciali».

Esordisce così Luca Sut, deputato eletto nelle file del MoVimento 5 Stelle e componente della X Commissione Attività produttive di Montecitorio, dove ha iniziato l’iter parlamentare il testo di legge a firma M5S che regolamenta le aperture domenicali e festive degli esercizi. «Dopo la mazzata giunta dalla deregulation di Monti, la nostra proposta di legge intende favorire le attività commerciali penalizzate dalle aperture selvagge degli ultimi anni – prosegue Sut, che poi aggiunge - stiamo dimostrando al Paese che trovare un punto d’incontro tra il diritto al riposo domenicale dei lavoratori del terziario e le esigenze di business è possibile, permettendo fino a 26 aperture domenicali l’anno, ma lasciando libertà d’iniziativa alle imprese commerciali dei centri storici". 

«La chiusura del centenario negozio d’abbigliamento di viale Martelli  - continua il pentastellato - è la prova lampante di quanto necessario sia intervenire a favore delle attività al di fuori dei grandi centri commerciali, bersagliate dalla crisi dei consumi e dalle liberalizzazioni orarie introdotte da governi irresponsabili. Non vogliamo più che realtà iconiche per le nostre comunità continuino a chiudere i battenti, sottraendo posti di lavori e privando i territori di pezzi importanti della loro identità culturale. Per questo - conclude il deputato - siamo pronti a una discussione ampia e articolata in Commissione, dove stiamo riportando un approccio etico verso questo settore che, ribadiamo, esisteva già prima della grande distribuzione e dei centri commerciali».