22 agosto 2019
Aggiornato 05:30
Palmanova

Nue 112: 615 mila le chiamate del 2018, 75 mila delle quali «fasulle»

Per il vicegovernatore Riccardi, si tratta di uno strumento di risposta efficace per la sicurezza e la salute dei cittadini
Riccardo Riccardi
Riccardo Riccardi Regione Friuli Venezia Giulia

PALMANOVA - «Nella Giornata europea del Numero unico per tutte le emergenze, il 112 si conferma come uno strumento di risposta efficace per la sicurezza e la salute dei cittadini. Purché, però, sia utilizzato correttamente: infatti, quasi la metà delle 615.656 chiamate arrivate nel 2018 al centralino unico di Palmanova (pari a 292.694 chiamate) non sono state inoltrate dagli operatori alle strutture di riferimento perché non pertinenti all'emergenza. In 75.334 casi si è addirittura trattato di chiamate false o inviate per scherzo, mute, improprie o fatte da utenti seriali». Sono le considerazioni pronunciate del vicegovernatore e assessore regionale alla Protezione civile e alla Salute, Riccardo Riccardi, in occasione dell'Openday Nue 112-2019, giornata nella quale oltre 200 tra cittadini e studenti delle scuole superiori hanno potuto visitare il centro regionale della Protezione civile di Palmanova, accompagnati dal personale della struttura, incontrandosi anche con Riccardi.

Il 112 va fatto conoscere ancora meglio dagli utenti 

«Il numero telefonico unico 112 - ha precisato il vicegovernatore - consente di avviare in modo rapido alcune procedure importanti per la sicurezza o la vita delle persone: un servizio di cui occorre diffondere massimamente la conoscenza fra la cittadinanza per un vero e proprio percorso di educazione all'utilizzo». Lo scorso anno sono state 322.962 le chiamate inoltrate dagli operatori del 112 alle Forze dell'Ordine o alle strutture sanitarie, per attivare gli interventi di emergenza: il 52% delle telefonate ricevute complessivamente dal Nue 112. Di queste chiamate, classificate come vere emergenze, 173.227 sono state inoltrate alle strutture di emergenza sanitaria, 73.314 ai carabinieri, 51.098 alla Polizia di Stato, 25.259 ai Vigili del Fuoco e 64 alla Capitaneria di porto. Mentre 60.959, tra le chiamate non inoltrate, riguardavano richieste di informazioni da parte dei cittadini. «Questi dati - ha evidenziato Riccardi - mettono in luce la reale importanza di questo servizio, nei confronti del quale la Regione e la struttura sono impegnati a fondo: il tempo medio di attesa per ciascuna chiamata, che nel 2017 era di 6,7 secondi, nel 2018 è stato dimezzato, passando a 3,2 secondi, con la migliore performance di 2,8 secondi».

Il 30% delle chiamate 'false' sono fatte dai bambini 

E' sceso anche il tempo medio di processo alle chiamate, passato dai 41,97 secondi del 2018 a 37,98 secondi nello scorso mese di gennaio. «Si tratta di performance - ha commentato Riccardi - che vanno a tutto vantaggio dei cittadini, ma che debbono essere incrementate attraverso un costante processo di implementazione tecnologica e un miglioramento delle procedure organizzative». Ma se l'accesso al Numero unico 112 riflette la sensibilità del Friuli Venezia Giulia verso i servizi e il ruolo della Protezione civile e dei corpi e servizi impegnati nell'emergenza, c'è ancora qualcosa da migliorare nella sensibilità delle persone. Ha precisato Riccardi riferendosi alle chiamate 'fake', quelle false o artificiose, che distolgono la struttura dalle reali necessità di emergenza della nostra comunità. Un percorso di conoscenza ed educazione al concetto e ruolo di Protezione civile «che deve partire dal basso, a cominciare dalle scuole primarie, per sensibilizzare anche le giovani generazioni sulla funzione e i protocolli d'utilizzo e di attivazione del 112 e su tutto quanto sta alle spalle di questi servizi». Infatti, il 30% delle 75.334 false chiamate è stato inviato, per errore o per gioco, da bambini entrati in possesso dei cellulari dei loro genitori. Riccardi ha infine richiamato il sistema 'FlagWii', adottato dai primi di febbraio, che ha ulteriormente implementato il sistema di geolocalizzazione delle chiamate in arrivo, riducendo lo scarto di localizzazione a meno di 50 metri e migliorando così i tempi di attivazione dei servizi e l'individuazione del luogo della necessità da parte degli operatori.