26 giugno 2019
Aggiornato 00:30
L'iniziativa

Terza corsia: ci sarà anche un «corridoio» verde di 146 ettari

Per l’infrastruttura ecologica Autovie Venete ha investito quasi 20 milioni di euro
Terza corsia: ci sarà anche un 'corridoio' verde di 146 ettari
Terza corsia: ci sarà anche un 'corridoio' verde di 146 ettari Ufficio Stampa

PALMANOVA - Un 'corridoio' verde di 146 ettari, grande quanto circa, per fare un esempio, 200 campi da calcio. La costruzione della terza corsia viaggia parallelamente agli interventi a difesa dell’ambiente. Per l’infrastruttura ecologica Autovie Venete ha investito quasi 20 milioni di euro. Complessivamente verranno piantati lungo l’intera tratta interessata dall’allargamento della carreggiata quasi 100 mila alberi.

Il verde e gli obiettivi

Non solo bitume, calcestruzzo e acciaio. Costruire grandi infrastrutture viarie, dotandole di tutti i servizi indispensabili a renderle ecosostenibili, rappresenta da sempre la filosofia della Concessionaria autostradale. Anche perché arbusti, alberi, boschetti, piante lacustri e siepi fanno rima con migliore qualità di vita per chi, in quel territorio, ci vive e ci lavora. Sono fondamentali per mascherare l’opera, ridurre l’inquinamento e assorbire il rumore dei mezzi; fungono da cortina antiabbagliante; hanno un’azione antierosiva e un effetto frangivento; creano un ambiente favorevole per lo sviluppo e il popolamento della fauna locale con positive ricadute sulla biodiversità; tutelano le aree abitate dall’impatto visivo; migliorano la qualità dell’aria; e rappresentano un’opportunità di riqualificazione dell’intero paesaggio circostante contribuendo a loro volta, in modo significativo, alla valorizzazione della strada stessa.

Il modus operandi

La terza corsia rappresenta un modello in tal senso. L’intero studio del verde, che ha previsto anche un accurato monitoraggio ambientale effettuato sul campo prima dell’avvio dei lavori, è stata indirizzato verso un’appropriata scelta delle specie più adatte a inserirsi nel contesto delle aree in esame, con particolare riguardo a quelle in cui vi è la presenza di grandi corsi d’acqua, canali artificiali, aree golenali, zone sottoposte a vincolo paesaggistico e siti di interesse comunitario (S.i.c.). Gli interventi sono stati diversificati in funzione delle tipologie costruttive previste dal progetto della nuova carreggiata dell’autostrada. Sono stati quindi utilizzati corretti schemi d’impianto e impiegate corrette metodologie per la messa in dimora delle piante e per la futura manutenzione, per assicurare il mantenimento costante del miglior equilibrio ambientale e per ridurre le operazioni di potatura, diradamenti e tagli a raso. Allo stesso tempo grande attenzione è stata data anche agli esemplari di pregio da tutelare che sono stati in un primo tempo identificati e schedati, dopo una precisa attività di monitoraggio, e poi trapiantati e ricollocati in nuove aree, vicini al sito dove sono stati espiantati per consentire la costruzione della nuova carreggiata. Infine piante lacustri e siepi trovano il loro habitat naturale nei bacini per il trattamento dell’acqua di piattaforma e negli impianti di trattamento delle acque meteoriche. In sostanza con la sistemazione a verde, si è provveduto a ricostituire i nuclei arborei eliminati dalla cantierizzazione per la terza corsia. Ma non solo; sono state potenziate le aree completamente mancanti di vegetazione. Il tutto è stato progettato nel rispetto preciso e puntuale delle prescrizioni e raccomandazioni contenute nella delibera del Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) sul progetto preliminare dell’intera opera.

Le aree di intervento

A fare da 'apripista' a questa filosofia operativa è stato il raccordo autostradale Villesse - Gorizia. L’ottica progettuale adottata è stata di tipo multidisciplinare, un approccio che ha consentito di considerare ogni singolo elemento progettuale non come elemento a sé stante ma inserito e armonizzato nel contesto complessivo delle opere, come componente in grado di sviluppare più funzioni contemporaneamente. I lavori del raccordo hanno previsto opere a verde per un ammontare di circa 2,5 milioni di euro per complessivi 33 ettari di forestazione. Gli interventi, con l’obiettivo chiaro di mitigare e compensare gli impatti causati dall’adeguamento del raccordo, hanno mirato alla creazione di fasce alberate; alla progettazione a verde delle aree incluse negli svincoli e di quelle dismesse; e al rinverdimento delle barriere antirumore e schermanti; alla creazione di aree boscate in corrispondenza delle 53 aree di fitodepurazione. Per la realizzazione delle barriere alberate sono state utilizzate specie autoctone. Al fine poi di realizzare un collegamento nord sud tra gli svincoli di Villesse e Gradisca sono stati realizzati due sottopassi dedicati alla fauna di piccola e media taglia. Sul pavimento dello scatolare è stata collocata della sabbia e della terra per invitare gli animali al passaggio. Nel primo lotto della terza corsia (Quarto d’Altino - San Donà) sono state messe a dimora, invece, più di 80 mila piante e predisposte 31 aree bacini per il trattamento dell’acqua di piattaforma, ricche di piante lacustri dove hanno trovato ospitalità diverse specie volatili. L’investimento complessivo, per 42 complessivi ettari di piantumazione, è stato di due milioni e 700 mila euro.  Nel secondo lotto (San Donà - svincolo di Alvisopoli) particolare attenzione sarà posta alla scelta di piante per i grandi corsi d’acqua (Livenza e Reghena) e grandi canali artificiali (Grassaga e Bidoggia). Nel complesso le aree destinate alla piantumazione ammonteranno a più di 35 ettari e l’investimento sarà di quasi 7 milioni di euro. Nel terzo lotto misure di mitigazione particolari, attraverso l’impiego di speciali miscele di sementi, sono state adottate anche nelle aree sensibili come nella zona del Biotopo «Paludi di Franghis», all’interno del sito di interesse comunitaria Paludi di Porpetto, e nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico all’interno dell’alveo del fiume Tagliamento. Lungo tutto il terzo lotto saranno complessivamente messe a dimora alberi, boschi idrofili e fasce arboree per una superficie media pari a circa 10 metri quadrati di verde per ogni singolo metro lineare di autostrada per complessivi 26 ettari che equivale a un investimento pari a circa 2 milioni e 900 mila euro. Infine per il primo sublotto del quarto lotto (Gonars - Nodo di Palmanova) le aree destinate al verde, nelle varie tipologie, ricopriranno una superficie di quasi 10 ettari. L’importo dedicato alle opere a verde per l’intero IV lotto sarà di circa 4 milioni e 300 mila euro.

La manutenzione

Mantenere pulita l’autostrada da erbacce e vegetazioni infestanti e garantire una ottima visibilità di chi circola sono priorità della Concessionaria che ogni anno spende quasi due milioni di euro per la manutenzione del verde. In particolare vengono effettuati cinque sfalci fino alla distanza di un metro e mezzo dalla banchina, due fino alla rete di recinzione e uno fino a una distanza di 4,5 metri dalla sede stradale. L’intero importo per questa attività ammonta a 780 mila euro. Tre sono i tagli di vegetazione per risanare l’area di fitodepurazione per una spesa annua di circa 180 mila euro. Per la piantagione sulla quale si è deciso di intervenire per abbellire la terza corsa sono tre i tagli annuali e il costo si aggira sui 150 mila euro. Infine per tutte le altre lavorazioni (potature, abbattimenti, diserbi ecc…) la spesa è di circa 700 mila euro/anno.