19 luglio 2019
Aggiornato 12:30
AVIANO

Emergenza acqua, Riccardi: «Nessun rischio per la salute»

Il vicegovernatore ha assicurato che si tratti di un problema organolettico e non chimico
Emergenza acqua, Riccardi: «Nessun rischio per la salute»
Emergenza acqua, Riccardi: «Nessun rischio per la salute» Regione Friuli Venezia Giulia

AVIANO - «L'acqua ad Aviano non è potabile perché non risponde ai requisiti di sapore e odore, anche se consumarla non produrrebbe alcun effetto sulla salute delle persone. Tuttavia ci troviamo in una condizione d'emergenza e condividiamo la scelta del sindaco di aver adottato un'ordinanza di divieto d'uso in via precauzionale». È quanto ha riferito il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, al termine del tavolo di crisi sulla potabilità dell'acqua ad Aviano, riunito con urgenza a Pordenone nella sede della direzione generale dell'Azienda per l'assistenza sanitaria, alla presenza dell'amministrazione comunale, del gestore Hydrogea, della Protezione civile e del dipartimento regionale di prevenzione.

«Stiamo fronteggiando l'emergenza - ha evidenziato Riccardi - e valutando le diverse cause che hanno provocato questa situazione. Già verificato, comunque, che il problema è esclusivamente organolettico poiché l'acqua non presenta alcuna alterazione chimica». L'acqua quindi può essere utilizzata per lavarsi e può essere usata negli allevamenti anche per l'abbeveramento degli animali. Per l'uso potabile Hydrogea ha installato undici cisterne che consentono l'approvigionamento ad un bacino di circa 7.500 abitanti. Sono inoltre state fornite delle cisterne in alcuni punti sensibili, dove l'acqua viene utilizzata per usi alimentari, tra cui il Centro di ricerca oncologico (Cro), la casa di riposo e l'istituto alberghiero. Nelle prossime ore saranno coperte le esigenze specifiche anche degli asili e del centro disabili. Contemporaneamente si sta indagando sulle possibili cause del fenomeno, anche se al momento l'ipotesi più plausibile sembra ricondurre al maltempo di fine ottobre e ai depositi di legname abbattuto che si è ammassato sul lago e sul bacino idrico della diga di Barcis e di Ravedis da cui viene captata l'acqua dell'acquedotto e dove il livello è attualmente molto basso. «La carenza di acqua nei bacini e la prolungata siccità sembrano essere la prima concausa di quanto sta accadendo, ma non escludiamo che le ragioni possano derivare anche dall'attività manutentiva degli impianti», ha riferito Riccardi. Su questo punto la Regione convocherà immediatamente il Consorzio di bonifica Cellina-Meduna ed Edison in qualità di gestori del bacino idroelettrico. «Una delle ipotesi in esame è che il pescaggio dell'acqua ai fini potabili stia avvenendo a livelli più bassi del consueto per la scarsità d'acqua e che quindi questa sia più facilmente alterata dai residui e dai depositi derivati dal maltempo di fine ottobre» ha precisato ancora Riccardi.

In sintesi, l'ipotesi più probabile è che il cattivo odore e sapore sia determinato dalla reazione di una sostanza organica a contatto con il cloro con cui l'acqua viene trattata a fini della potabilità. L'acqua risulta in ogni caso batteriologicamente inalterata. Come ha spiegato il vicegovernatore, «la macchina operativa regionale si sta muovendo in due direzioni per ridurre al minimo i tempi dell'emergenza. Da un lato stiamo verificando la possibilità di avviare procedure d'urgenza in deroga, per realizzare dei nuovi pozzi con cui attingere direttamente dalla falda freatica, nell'ambito dell'emergenza maltempo. Contemporaneamente - ha proseguito Riccardi - cercheremo di capire se i programmi manutentivi dei gestori del bacino della Valcellina sono modificabili per innalzare il livello dell'acqua e, di conseguenza, quello del pescaggio». I tempi dell'emergenza saranno quindi ridotti al minimo «anche se la tempistica resta difficile da definire e prudenzialmente riteniamo che i disagi potrebbero protrarsi per alcuni mesi; molto dipenderà anche dal clima e dall'incidenza delle piogge», ha concluso Riccardi. La prima segnalazione al Comune risale all'11 gennaio; sono state immediatamente avviate verifiche e analisi chimico-batteriologiche che hanno dato esito negativo. Dopo l'incremento delle segnalazioni, soprattutto nell'ultima settimana, il Comune, in via prudenziale e su indicazione dell'Aas, ha emesso un'ordinanza di non potabilità in vigore da oggi. Al momento non si esclude che il fenomeno possa interessare un territorio più ampio, pertanto sono in corso delle verifiche anche nei comuni limitrofi e già oggi verrà installata una cisterna supplementare a San Leonardo. «L'emergenza si è anche venuta a creare per la vulnerabilità del sistema di approvvigionamento dell'acqua che coinvolge l'intera regione. Un tema che va affrontato a livello strutturale pensando ad un piano di lunga durata che metta al sicuro il patrimonio di un bene prezioso per tutti», ha concluso Riccardi.