25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Udine

L'esame di maturità non piace: scatta la protesta degli studenti

L’appuntamento è per venerdì 22 febbraio nella zona del Centro studi alle 8.30
L'esame di maturità non piace: scatta la protesta degli studenti
L'esame di maturità non piace: scatta la protesta degli studenti

UDINE - Contro i tagli all’istruzione e contro la riforma dell’esame di Stato. Gli studenti friulani scendono in piazza per chiedere, uniti, un cambiamento. L’appuntamento è per venerdì 22 febbraio nella zona del Centro studi alle 8.30. 

Le ragioni della protesta 

Nell’era del 2.0, l’appello degli studenti corre sui social. E così è stato creato un evento su Facebook per spiegare le ragioni della protesta. «Manifestiamo contro i tagli all'istruzione da 3,9 miliardi di euro, un taglio alla formazione di noi cittadini di domani. Manifestiamo contro la seconda prova mista: materie distinte unite in un'unica prova con un preavviso di 5 mesi e per la quale sono state fornite indicazioni tutt'ora poco chiare. Manifestiamo contro lo svolgimento della prova orale: l'estrazione delle 3 buste. 3 buste che ci privano di quella libertà d'argomentazione e di ricerca che la tesina invece garantiva. 3 buste che da noi esigono un'elaborazione di contenuti multidisciplinari nel giro di pochi secondi. Manifestiamo - si legge ancora su Facebook - contro l'inserimento nel programma d'esame di una materia non curricolare per la stra-grande maggioranza dei licei o affrontata superficialmente al biennio dagli istituti professionali, ovvero ‘cittadinanza e costituzione’».

Troppi punti interrogativi

«Il poco preavviso e la mancanza di organizzazione da parte del Ministero - aggiungono gli studenti friulani - hanno portato noi studenti a far sentire finalmente la nostra voce, scendendo in piazza contro una riforma che fa acqua dappertutto. Senza alcuna conferma. Sconvolta in pochi mesi. Che più che una prova orale sembra un quiz televisivo. Ed è ancora tutto un grosso punto di domanda. 'Ai nostri tempi si scendeva in piazza a manifestare'. Ce lo dicono anche i prof...e allora manifestiamo». Non resta che capire quale sarà la partecipazione dei ragazzi, se oltre a quelli delle quinte scenderanno in piazza anche i loro compagni più giovani.