2 dicembre 2020
Aggiornato 10:30
Enti locali

Stato-Regione: Fedriga firma l'accordo che vale 834 milioni in più per il Fvg

Un documento che, in 17 articoli, disciplina le modalità di contribuzione della Regione alla finanza pubblica per il triennio 2019-21

UDINE - «Un enorme passo in avanti per l'autonomia del Friuli Venezia Giulia che, grazie ai nuovi accordi sottoscritti con il Governo, si vedrà riconosciute più risorse e più competenze». Questo il commento del governatore Massimiliano Fedriga a margine della firma dei patti finanziari con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria: un documento che, in 17 articoli, disciplina le modalità di contribuzione della Regione alla finanza pubblica per il triennio 2019-21.

I vantaggi per il Fvg 

Nello specifico, il Friuli Venezia Giulia sarà chiamato a versare allo Stato 671 milioni nel 2019, 671 milioni nel 2020 e 596 milioni nel 2021. «Importi che, tra il blocco del rinnovo di misure precedenti e i nuovi tagli concordati a vantaggio della Regione - spiega Fedriga - porteranno a un risparmio complessivo di 834 milioni di euro rispetto al triennio 2014-16». Altra novità di rilievo riguarda la disapplicazione delle misure unilaterali che, fino a ieri, consentivano al Governo di chiedere alla Regione contributi per far fronte ad eccezionali esigenze di finanza pubblica o per assicurare il rispetto delle normative comunitarie in materia di riequilibrio di bilancio pubblico. «Ciò significa - prosegue il governatore - che il Friuli Venezia Giulia avrà maggiore capacità decisionale nell'utilizzo delle risorse da destinare al territorio».

I prossimi passi

La Regione, in virtù dell'accordo firmato con il ministro Tria, potrà inoltre disciplinare autonomamente i tributi locali comunali di natura immobiliare, definendone le modalità di riscossione e consentendo agli enti locali di modificare le aliquote e di introdurre esenzioni, deduzioni e detrazioni. «Un ulteriore progresso - conclude Fedriga - che, assieme al tavolo tecnico che verrà aperto al Mef per incrementare la compartecipazione regionale sull'Iva a 9,1 decimi, garantirà margini più ampi di autonomia al Friuli Venezia Giulia»