25 giugno 2019
Aggiornato 18:30
Commercio

Udine, il centro storico ha perso 74 negozi in dieci anni

Indagine Ufficio Studi Confcommercio: Aumenta la diffusione di alberghi, bar e ristoranti. Il commento di Da Pozzo
Udine, il centro storico ha perso 74 negozi in dieci anni
Udine, il centro storico ha perso 74 negozi in dieci anni Diario di Udine

UDINE - Cala, nel suo complesso, la presenza del commercio al dettaglio. Sia dentro che fuori il centro storico. Aumenta invece la diffusione di alberghi, bar e ristoranti. La fotografia su Udine, che riguarda il periodo 2008-2018, è scattata dall’Osservatorio Confcommercio sulla demografia delle imprese nelle città italiane, Osservatorio che ha la finalità di monitorare nel tempo l’andamento degli esercizi commerciali e di altre attività per cogliere i cambiamenti della rete comunale di servizi al consumatore e, conseguentemente, anche per neutralizzare eventuali patologie.

L’indagine

Con il contributo di Si.Camera (Agenzia delle Camere di commercio) è stata fatta un’analisi di 120 comuni, di cui 110 capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluoghi più popolosi (escluse le città di Milano, Napoli e Roma in cui, trattandosi di realtà multicentriche, non è possibile la distinzione tra centro storico e non centro storico). Nel dettaglio i numeri riguardano 13 categorie merceologiche (tra cui alimentari, rivendite tabacchi, farmacie, carburanti, computer, telefonia, libri, giocattoli, tessili, abbigliamento, ferramenta, mobili, commercio ambulante), alberghi e attività di ristorazione.
Nel decennio, Udine vede calare in centro storico il commercio al dettaglio del 12% (74 in meno, da 608 a 534 esercizi), mentre meno pesante è la riduzione nell’area non centrale (da 393 a 382, -2,7%). In centro ci sono in particolare meno tabacchini, negozi di libri, giornali, registrazioni musicali e video, articoli sportivi, giocattoli e articoli per la casa, mentre crescono i distributori di carburante, gli esercizi specializzati di apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, le farmacie.

Ambulanti, alberghi, bar e ristoranti

Per quel che riguarda il commercio al dettaglio ambulante si passa da 31 a 24 imprese in centro e da 60 a 39 all’esterno. Trend in controtendenza, invece, per gli alberghi (da 19 a 23 in centro, addirittura raddoppiati, da 12 a 24, fuori dal centro storico) e per bar e ristoranti (da 338 a 356 in centro).
«Il crescente fenomeno dei negozi sfitti nelle città, ancor più evidente nei centri storici - osserva il presidente di Confcommercio provinciale Giovanni Da Pozzo -, è dovuto a cause diverse quali, tra l’altro, la modifica del comportamento di acquisto, la mancata corrispondenza tra l’offerta commerciale e la domanda del consumatore, problemi di vivibilità, accessibilità e declino urbano».

Un percorso di innovazione

Come contrastare tale tendenza? «Servono, anche a Udine, politiche di rigenerazione urbana innovative in grado di promuovere valori comuni, in ambito sociale, culturale ed economico - prosegue Da Pozzo -. Il terziario, da parte sua, deve entrare in un percorso di innovazione in grado di rafforzare i settori del commercio e del turismo in un contesto urbano sempre più caratterizzato dall’economia dei servizi. Ciò consentirebbe di trasformare le città in luoghi di ideazione di nuovi prodotti e servizi e non solo di consumo. Ad esempio, cultura e turismo (non a caso crescono alberghi e pubblici esercizi), se abbinati a creatività, design e innovazione, possono generare nuove filiere produttive in grado di creare valori non solo economici ma anche occupazionali. Idee, cultura, arte e bellezza sono un grande volano per la rinascita di luoghi antichi e, a partire dalla 'riscoperta della prossimità', possono generarsi nuovi modelli di acquisto legati alla valorizzazione dei prodotti locali e all’attenzione alla storia dei luoghi e alle tradizioni».