26 aprile 2019
Aggiornato 02:30
La presa di posizione

Nue 112, Riccardi: «Paghiamo le forzature della precedente legislatura»

Per il vicegovernatore della Regione Friuli Venezia Giulia i correttivi apportati stanno «raddrizzando» la situazione
Riccardo Riccardi
Riccardo Riccardi Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «La corsa della precedente legislatura di attaccare un pezzo al 118 ha prodotto i risultati negativi che vediamo. Però la cura apportata in questi mesi alla gestione dell'emergenza Nue 112 e al servizio di elisoccorso ha sortito effetti positivi, frutto dell'adeguamento del personale, di investimenti in tecnologia e della modifica di aspetti legati alle procedure. Continuiamo in un lavoro che sarà ancora lungo». E' il giudizio espresso dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi in occasione delle relazioni tecniche dei responsabili di Arcs (Agenzia regionale per il coordinamento della salute) e della Protezione civile regionale tenute oggi in III Commissione consiliare, cui Riccardi ha aggiunto alcune valutazioni di carattere politico.

I numeri del Nue 112

Le chiamate al Nue nel 2018 sono state 615.656, di cui il 48,6% filtrate (domande che quindi non hanno avuto seguito) e il 28,1 per cento delle quali reindirizzate al 118, cui si aggiungono un 20,2% inoltrato alle forze dell'ordine e un 4,1% dirottato ai Vigili del Fuoco. I tempi di risposta dell'operatore del Nue sono passati dai 6 secondi del 2017 ai 3,2 secondi del 2018, raggiungendo valori di eccellenza a livello nazionale. A livello medio regionale, dalla chiamata al soccorso effettivo si è passati dal 27% dei casi del 2016 in cui si superava i 18 minuti al 19% attuale. L'elisoccorso notturno costa 2,1 milioni di euro con 100 missioni all'anno, mentre il costo del servizio in volo diurno (cioè fino alle 17) è pari 4 milioni. Le piste di atterraggio sono passate dalle iniziali dieci a 46 e l'obiettivo indicato è di 100. A tale proposito Riccardi ha chiarito che «se si dovesse sostituire l'elisoccorso con una struttura a terra, i costi triplicherebbero, senza parlare dell'efficacia dell'intervento» dovuto al fatto che a bordo dell'apparecchio ci sono già anestesista e infermiere e viene di fatto ricreato un 'piccolo ospedale' che presta le cure al paziente.

Criticità da risolvere 

Per quanto riguarda le criticità, la relazioni dei responsabili Arcs e Protezione civile regionale hanno evidenziato l'esistenza di una doppia cartografia (Sores e Atlas Nue), che sarà risolta a breve con una cartografia unificata, e il problema della localizzazione del chiamante, i cui profili di imprecisione verranno corretti con la tecnologia Aml. La difficoltà maggiore di sistema è però rappresentata, a giudizio di Arcs, dalla frammentazione del processo organizzativo che segue la chiamata di emergenza, con il coinvolgimento di diversi soggetti ed effetti di disomogeneità del servizio sul territorio. «Su investimenti, tecnologie e procedure la partita è chiara e ben indirizzata. Il tema della frammentarietà organizzativa discende però - ha spiegato Riccardi - dal fatto che a un servizio di eccellenza come il nostro 118 si era voluto aggiungere entro la fine della scorsa legislatura il Nue forzando i tempi. Su tutto questo - ha concluso il vicegovernatore - continueremo a lavorare con trasparenza, come fatto oggi in Commissione».