6 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
I numeri

Fvg: lo smartphone è la prima causa degli incidenti stradali

Il fattore umano incide nel 93% dei casi. Mai fidarsi di se stessi, è il monito lanciato nel corso del convegno 'Le grandi opere. Il valore della sicurezza stradale'
Pordennone,Lo smartphone è la prima causa degli incidenti stradali
Pordennone,Lo smartphone è la prima causa degli incidenti stradali

PORDENONE - Lo smartphone è la prima causa degli incidenti stradali. Il fattore umano, infatti, incide nel 93% dei casi. Mai fidarsi di se stessi, è il monito lanciato nel corso del convegno 'Le grandi opere. Il valore della sicurezza stradale' che ha fatto da apripista alla quinta edizione della manifestazione 'Uniti per la sicurezza stradale' organizzato da Bm Sport&Drive di Massimiliano Bertocci in collaborazione con Unindustria di Pordenone, manifestazione in programma da venerdì 8 a sabato 9 marzo al centro commerciale Sme. L’incontro, moderato dal giornalista Alfonso Di Leva, tenutosi a Pordenone fiere, ha visto per protagonisti Autovie Venete, la Polizia stradale, il comune di Pordenone e l’Ordine degli Ingegneri. Nel corso degli interventi i relatori hanno posto l’accento sulla fondamentale coniugazione tra infrastrutture e sicurezza, sull’importanza della progettazione per garantire infrastrutture sicure, sul ruolo della prevenzione per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, nonchè sul corretto utilizzo del veicolo durante la guida.

Lavori in corso e il numero di incidenti

Incidenti in calo nel cantiere della A4 nel tratto cantierato della A4 da Portoguaro a Palmanova sono stati 266 gli incidenti avvenuti nel 2018, in leggero calo rispetto al 2017 quando i sinistri erano stati 232, e in linea con quelli verificatisi nel 2015 e nel 2016 quando non erano ancora stati avviati i lavori per la terza corsia. «La gran parte, oggi, sono di lieve entità – ha affermato Davide Sartelli, direttore esercizio di Autovie Venete – perché i veicoli viaggiano a una velocità ridotta (il limite è di 80 chilometri orari nel cantiere, sessanta all’altezza dei flessi)». Le chiusure del tratto - imposte per la mancanza della corsia di emergenza e definite dai protocolli firmati con le prefetture – sono state 37 in due anni per totali 88 ore. Maggiore è stato il numero delle chiusure per la manutenzione della rete autostradale, 56. Sono dodici gli autovelox posizionati, 107 i cartelli installati per indicare i percorsi alternativi in caso di chiusura del tratto autostradale e 51 (uno ogni chilometro e mezzo) gli accessi aperti per consentire l’intervento dei mezzi di emergenza. «Le progettazioni stradali, così anche per la terza corsia della A4 – ha sottolineato Paolo Perco direttore dell’area appalti, lavori, forniture e servizi di Autovie Venete – devono garantire all’utente massima sicurezza e vanno realizzate in modo tale da ridurre il più possibile tutti gli elementi di rischio. Fondamentale il ruolo della segnaletica, che non deve essere eccessiva per non distrarre, ma nemmeno carente, soprattutto in prossimità dei cantieri». Perco ha condiviso e rilanciato la proposta formulata da Vittorio Bozzetto dell’ordine degli ingegneri di costituire un tavolo istituzionale di coordinamento tra committente dell’opera, coordinatore dei lavori, progettista e geologo, per far fronte in modo sinergico alle difficoltà interpretative che le tante modifiche apportate da un susseguirsi di decreti in materia creano a chi si trova a lavorare sul campo'.

Lo smartphone è un pericolo

Smartphone pericolo numero uno l’utilizzo sconsiderato dello smartphone si sta affermando come il pericolo numero uno sulle nostre strade. A portare alla ribalta il problema è stato il dirigente del Coa, Gianluca Romiti. Tesi suffragata anche dalla polizia stradale e dalla polizia locale con gli interventi rispettivamente del dirigente Stefano Valeri e del comandante Stefano Rossi. «Guidare in autostrada è più sicuro che su altre arterie – ha sottolineato Romiti - perché il valore aggiunto sono la manutenzione delle carreggiate e la quantità di informazioni veicolate grazie alle tecnologie utilizzate e alla presenza delle forze dell’ordine e degli ausiliari alla viabilità che vigilano sull’intera rete. Purtroppo barattiamo la sicurezza con i nostri cellulari. «Un secondo speso al telefonino viaggiando a 130 chilometri all’ora – ha ribadito l’Ispettore Bruno Chiggiato - vuol dire percorrere un intero campo di calcio. Occorre un salto culturale».

Il futuro

Il futuro delle grandi opere: dalla terza corsia alla Cimpello - Gemona Il futuro della sicurezza e, contemporaneamente, dello sviluppo economico dell’intera regione Friuli Venezia Giulia passa attraverso le grandi opere. La terza corsia della A4 è in avanzata fase di realizzazione. Non soltanto. Come ha precisato il presidente di Autovie Maurizio Castagna «I lavori finiranno prima del previsto, grazie all’impegno della società e delle ditte esecutrici». La maggior parte dei lavori che stanno interessando il nodo di Palmanova, saranno completati entro il mese di luglio, mentre tutto il terzo lotto – da Alvisopoli a Gonars, sarà ultimato entro la fine del 2019, inizio del 2020. Il presidente degli industriali di Pordenone, Michelangelo Agrusti, ha ribadito ancora una volta la necessità di completare la Cimpello – Sequals prolungando il collegamento fino a Gemona del Friuli, «completamento indispensabile – ha detto – anche in vista della conclusione dei lavori della Pedemontana Veneta». Il rischio, secondo Agrusti «è che il traffico si riversi sulla viabilità ordinaria, con tutte le inevitabili conseguenze per la viabilità e la sicurezza». Concetto condiviso e approfondito anche da Cristina Amirante assessore alla mobilità del comune di Pordenone. Su chi realizzerà l’opera e qui è stata chiamata in causa Autovie, il presidente Maurizio Castagna ha precisato che «la nuova Società Autostrade Alto Adriatico, grazie all’affidamento della concessione fino al 2048, sarà nella condizione di reperire tutte le risorse tecniche e finanziarie necessarie alla sua realizzazione, se il regolatore e pianificatore regionale riterrà di dar corso all’intervento».