19 luglio 2019
Aggiornato 12:30
L'annuncio

Protezione civile: opere urgenti in Val Dogna

Come ha chiarito il vicegovernatore Riccardi, saranno investiti 300 mila euro per la riapertura della strada e la messa in sicurezza dei versanti
Protezione civile: opere urgenti in val Dogna
Protezione civile: opere urgenti in val Dogna

DOGNA - Approvato un intervento urgente di Protezione civile a salvaguardia della pubblica incolumità a monte della strada della Val Dogna, per scongiurare il rischio di crolli di rocce provocato da una frana verificatasi tra il 18 e il 19 febbraio scorsi. Il pronto sopralluogo dei tecnici della Protezione civile ha indicato un fronte dissestato di circa 50 metri.

«C'è stato un crollo che ha provocato ingenti danni alla strada e alle infrastrutture - ha dichiarato il vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi - e per questo abbiamo autorizzato un intervento ingente pari a 300 mila euro per riportare la situazione in sicurezza e riaprire la viabilità». Anche questa situazione, stando alla relazione dei tecnici, è riconducibile a quanto accaduto nel corso dell'ondata di maltempo che ha investito la regione a fine ottobre 2018. L'attivazione della frana infatti è avvenuta anche in seguito alle escursioni termiche, con cicli di gelo e disgelo, che hanno caratterizzato l'inverno. «La strada della Val Dogna ha una notevole importanza per il sistema viario comunale - ha confermato Riccardi - perché è l'unica via di collegamento fra il capoluogo, il fondovalle, le frazioni in quota e le attività turistiche e agricole presenti in località Sella».

L'andamento climatico stagionale potrebbe portare al rischio di ulteriori distaccamenti di massi, soprattutto in concomitanza con precipitazioni intense e concentrate. «Per questi motivi abbiamo stabilito di intervenire con somma urgenza e indifferibilità - ha concluso Riccardi - agendo per ripristinare i danni e mettere in sicurezza tutto il tratto, rendendo così possibile la viabilità che assicura le attività turistiche e agricole della zona».