22 novembre 2019
Aggiornato 04:00
La statistica

Udine, i residenti si fermano a quota 99.377

L'assessore commenta i dati: resta negativo il saldo tra nati e morti, cala il numero di unioni civili così come quello degli stranieri
Udine, i residenti si fermano a quota 99.377
Udine, i residenti si fermano a quota 99.377 Adobe Stock

UDINE - L’Unità Operativa Statistica del Comune di Udine ha diffuso i dati raccolti dall’Anagrafe Comunale e dall’Istat che ogni anno fotografano la situazione demografica della città al 31 dicembre. 

Residenti a quota 99.377

«Il dato che colpisce maggiormente - ha dichiarato l’assessore ai Servizi demografici e statistica Alessandro Ciani - è quello relativo alla popolazione complessiva, cresciuta in vent’anni di quasi cinquemila unità, arrivando a quota 99.377. Ora l’obiettivo è raggiungere la soglia dei centomila abitanti. Il trend indica che Udine ha avuto la capacità di continuare ad attrarre residenti anche in un periodo, come quello degli ultimi dieci anni, caratterizzato da una profonda crisi economica che ha colpito anche le attività cittadine e dall’imporsi del mercato online che, assieme alla grande distribuzione, ha rappresentato e continua a rappresentare una seria minaccia per il commercio al dettaglio e per la storica vocazione emporiale della nostra città che abbiamo il dovere di difendere e rianimare».

In diminuzione le unioni civili

Il documento delinea poi il quadro cittadino complessivo, sia allo stato attuale che in relazione agli anni passati, 'spacchettando' la popolazione per classi di età, genere e circoscrizione di residenza, e indicando il saldo tra nati e decessi, purtroppo ancora negativo, e quello tra migranti iscritti e cancellati, di poco positivo per i primi.  «C’è poi il dato relativo ai matrimoni e alle unioni civili - prosegue Ciani -. Per quanto riguarda i primi, gli udinesi, in linea con la tendenza degli ultimi vent’anni, continuano a preferire il rito civile, la cui forbice rispetto al matrimonio religioso continua ad allargarsi; in netta diminuzione invece il numero di richieste di unione civile, passate dalle ventidue del 2017 alle sette nel 2018».
Anche sui numeri degli stranieri residenti, in leggero calo rispetto all’anno scorso, l’assessore ha espresso ottimismo. «I primi tre gruppi presenti sul nostro territorio cittadino sono europei: rumeni, albanesi e ucraini. Si tratta di persone che molto spesso vivono a Udine da anni e hanno messo in piedi attività e aziende lavorando sodo e sentendosi ormai pienamente friulani. Spesso parlano alla perfezione in marilenghe. Credo che la loro presenza qua sia un indice chiaro di come Udine sia ancora una città ambita da chi si sposta per cercare fortuna e per dare alla nuova comunità il proprio contributo; per questo ritengo che a loro debba andare un ringraziamento particolare, perché c’è un grande bisogno di gente professionalmente preparata, onesta, lavoratrice».

L'assessore Ciani è positivo sui dati

«Ritengo quindi - conclude Ciani - che il quadro sia sostanzialmente positivo. Ovviamente restano voci fondamentali, come quella relativa alle nascite, sulle quali è necessario lavorare con ancora più determinazione, dando alle giovani coppie la tranquillità che serve per mettere al mondo dei figli e arricchendo ulteriormente il già proficuo dialogo con Regione e Governo».